Le opposizioni lucane denunciano un'ingerenza inaccettabile da parte del governo centrale nella gestione della Regione Basilicata. Sostengono che il vero potere decisionale non risieda più a Potenza, ma negli uffici ministeriali romani.
Critiche all'ingerenza ministeriale
Le forze di opposizione in Basilicata hanno espresso forte disappunto. Hanno rilasciato una nota congiunta per commentare recenti eventi politici. La loro critica si concentra sull'intervento del Ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Secondo loro, questo intervento mina l'autorità del Presidente della Giunta regionale, Vito Bardi. La questione centrale riguarda il rientro nei ranghi dell'assessore Cicala (FdI). Questo rientro è avvenuto dopo un disaccordo sul bilancio regionale.
I consiglieri firmatari della nota sono Alessia Araneo (M5S), Angelo Chiorazzo (Basilicata Casa Comune), Roberto Cifarelli (Gruppo misto), Piero Lacorazza (Pd), Piero Marrese (Pd), Viviana Verri (M5S) e Giovanni Vizziello (Basilicata Casa Comune). Essi definiscono l'accaduto un'«ingerenza senza precedenti». La loro preoccupazione è che ciò svuoti completamente la figura del presidente Bardi. La situazione si è acuita dopo il voto contrario dell'assessore Cicala al bilancio regionale. Questo voto è avvenuto durante una seduta di Giunta l'11 aprile.
Il paradosso istituzionale secondo l'opposizione
L'opposizione evidenzia un vero e proprio paradosso istituzionale. Un ministro che «perdona» un assessore regionale è visto come un fatto grave. L'assessore aveva votato contro il bilancio del proprio governo. Questo bilancio era stato proposto dal presidente che lo aveva nominato. La giustificazione addotta per il comportamento dell'assessore Cicala è considerata ancora più grottesca. Si parla di «nobili intenti» a difesa dell'agricoltura. Questo avviene nonostante l'assessore abbia causato la perdita di circa 20 milioni di euro di fondi europei entro il 31 dicembre.
I rappresentanti del centrosinistra temono che questa linea possa creare un precedente pericoloso. Il bilancio regionale potrebbe trasformarsi in un campo di battaglia anarchico. Seguendo la logica del Ministro Lollobrigida, ogni assessore potrebbe votare contro. Ad esempio, l'assessore alla Sanità avrebbe dovuto opporsi per denunciare un deficit di 60 milioni. Allo stesso modo, l'assessore allo Sviluppo Economico avrebbe dovuto agire contro i 100 milioni sottratti alle imprese.
Un governo regionale sotto tutela
Il messaggio che giunge ai cittadini lucani è considerato «devastante». La Regione Basilicata sembra essere sotto tutela. Il presidente Bardi viene descritto come un leader «dimezzato». Non riuscirebbe a gestire i propri assessori. Sarebbe costretto ad attendere l'approvazione dei vertici romani. Questo vale anche per la risoluzione di conflitti interni alla maggioranza. Mentre il centrodestra si preoccupa di questioni di potere e «perdoni diplomatici», i problemi reali della Basilicata restano irrisolti. La crisi economica e il collasso della sanità pubblica sono questioni urgenti.
I firmatari concludono con un appello al presidente Bardi. Chiedono un «sussulto di dignità». Lo invitano a chiarire la sua posizione. Deve specificare se è ancora lui a guidare la coalizione. In caso contrario, la Basilicata rischia di diventare una «succursale ministeriale». La gestione avverrebbe per interposta persona, con decisioni prese a Roma.
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