La Basilicata perde ogni anno laureati con un costo di 200.000 euro per ciascuno. Un progetto di Fondirigenti analizza il fenomeno e propone soluzioni per trattenere i talenti, puntando su infrastrutture, servizi e burocrazia snella.
Il costo della perdita di talenti lucani
La fuoriuscita di un singolo laureato dalla Basilicata comporta una perdita economica netta di circa 200.000 euro. A questa cifra si aggiungono i costi indiretti. Questi ultimi derivano dal peggioramento della qualità della vita, dei servizi sanitari e di quelli essenziali. La diminuzione di competenze qualificate aumenta il rischio di spopolamento del territorio.
Questi dati emergono dal progetto denominato "Basilicata: Reshoring Talents". L'iniziativa rappresenta un'azione strategica promossa da Fondirigenti. La gestione del progetto è affidata a Federmanager Basilicata e Confindustria Basilicata. La collaborazione include anche Basilicata Press e Federmanager Academy. L'obiettivo è analizzare la cosiddetta "fuga dei talenti" dalla regione.
Percezioni contrastanti sulla regione
Sono state condotte circa settanta interviste. I partecipanti erano dirigenti, imprenditori e manager lucani, sia senior che junior. Tutti vivono e operano attualmente in Basilicata. Il team di ricerca era coordinato dal professor Salvatore Garbellano. Le opinioni sulla regione sono risultate molto diverse tra loro.
Alcuni intervistati hanno descritto la Basilicata con termini poco lusinghieri. Hanno usato espressioni come "grande Rsa" o "deserto". Altri l'hanno definita una "terra di anziani". Al contrario, specialmente tra i partecipanti più giovani, sono emerse visioni più positive. La regione è stata vista come una potenziale "Silicon Valley italiana" o un "Hub strategico del Mediterraneo".
Proposte per invertire la tendenza
Per contrastare l'esodo dei laureati e incentivare il loro ritorno, sono state individuate alcune priorità. Queste riguardano principalmente le infrastrutture. Non si tratta solo di opere fisiche, ma anche di quelle sociali e digitali. Particolare enfasi è stata posta sui trasporti e sulla mobilità.
Sono considerati fondamentali anche servizi sanitari efficienti. Inoltre, la disponibilità di asili nido e scuole per l'infanzia è stata definita "strumento essenziale". Questi servizi sono visti come cruciali per contrastare il calo della natalità. I giovani manager hanno anche espresso la necessità di una maggiore efficacia e velocità da parte delle istituzioni. L'eccessiva burocrazia è vista come un freno allo sviluppo.
Creare un ecosistema attrattivo
La richiesta collettiva dei manager lucani è chiara. Si auspica una "pianificazione strategica adeguata". Questa dovrebbe mettere in rete le eccellenze locali. Dovrebbe coinvolgere università e centri di ricerca. L'obiettivo è creare un "ecosistema attrattivo" per i talenti. Il progetto "Basilicata: Reshoring Talents" proseguirà la sua indagine. Le prossime interviste coinvolgeranno manager che risiedono fuori regione e all'estero. Si cercheranno anche opinion leader in grado di offrire una visione sulla Basilicata attuale e futura.