L'Associazione di Base dei Consumatori della Basilicata ha presentato un esposto alla Guardia di Finanza, segnalando presunte speculazioni sui prezzi dei carburanti. L'associazione contesta gli aumenti ingiustificati dei prezzi alla pompa, ritenendo che non riflettano le reali dinamiche di mercato.
Aumento prezzi carburanti in Basilicata
L'Associazione di Base dei Consumatori, nota come A.Ba.Co. Basilicata, ha formalmente inoltrato un esposto al Comando Regionale della Guardia di Finanza. L'organizzazione denuncia quella che definisce una serie di manovre speculative. Queste azioni, secondo l'associazione, danneggiano sia i cittadini che le imprese locali. L'iniziativa nasce dall'osservazione di un'ingiustificata impennata dei prezzi dei carburanti. L'A.Ba.Co. Basilicata collega tale aumento non a reali dinamiche di mercato. Li attribuisce invece a strategie finanziarie mirate ad accrescere i profitti. Tali strategie sfruttano il clima di instabilità geopolitica. Si fa riferimento in particolare alle tensioni nello Stretto di Hormuz.
L'associazione ha analizzato i dati di mercato relativi al periodo tra il 27 febbraio e il 9 marzo 2026. In questo lasso di tempo, il prezzo del petrolio Brent ha registrato un incremento anomalo. Si parla di un aumento del 65%. Il prezzo è passato da 72 dollari a quasi 120 dollari al barile. Successivamente, si è verificata una rapida correzione. Già il 10 marzo, le quotazioni sono tornate sotto i 95 dollari. Nonostante questo calo internazionale, i prezzi alla pompa sul territorio nazionale sono rimasti invariati. Hanno mantenuto i valori di picco raggiunti.
Speculazione sui prezzi alla pompa
Questa discrepanza tra i prezzi internazionali del greggio e quelli praticati alla pompa è considerata un elemento chiave dall'A.Ba.Co. Basilicata. L'associazione sostiene che il mercato non stia riflettendo il costo reale del bene fisico presente nei depositi. Questo carburante sarebbe stato acquistato quando il prezzo del Brent si attestava sui 82 dollari. Invece, i prezzi attuali sembrano basarsi su una «paura futura». Questa paura sarebbe alimentata da previsioni considerate tendenziose e non supportate da dati concreti. L'esposto mira a fare chiarezza su questa situazione.
L'azione legale punta il dito contro i principali attori della filiera dei carburanti. Tra questi figurano nomi importanti come Eni S.p.A., Gruppo API/IP e Kuwait Petroleum Italia. L'accusa è di aver applicato rincari immediati. Questi aumenti sarebbero avvenuti senza attendere l'effettivo esaurimento delle scorte acquistate a prezzi inferiori. L'associazione ritiene che questo comportamento non sia giustificabile dalle sole fluttuazioni del mercato internazionale.
Decreto Legge e accise: un mancato beneficio?
Un altro punto critico sollevato dall'A.Ba.Co. Basilicata riguarda l'applicazione del recente Decreto Legge n. 33/2026. Questo decreto prevedeva un taglio d'urgenza delle accise sui carburanti. Il taglio ammontava a circa 25 centesimi al litro. Tuttavia, l'associazione rileva che i prezzi al consumo non hanno subito una riduzione proporzionale. Questo suggerisce che il beneficio fiscale potrebbe essere stato assorbito dalle compagnie. Lo scopo sarebbe stato quello di mantenere artificialmente alti i propri margini di profitto. Questa osservazione rafforza il sospetto di pratiche speculative.
Di fronte a queste evidenze, l'associazione ipotizza la violazione di specifici articoli del codice penale. Si fa riferimento agli articoli 501 e 501-bis. Questi articoli riguardano il rialzo fraudolento di prezzi e le manovre speculative su merci di prima necessità. L'A.Ba.Co. Basilicata chiede quindi un'indagine approfondita per accertare eventuali illeciti.
Richiesta di controlli e sequestro
L'esposto non si limita a puntare il dito contro i distributori. Richiama anche l'attenzione sulla possibile inerzia degli organi di vigilanza. Vengono citati il Garante per la Sorveglianza dei Prezzi, l'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) e l'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). L'associazione sostiene che questi enti avrebbero omesso i necessari controlli. Ciò avrebbe permesso la traslazione integrale del rischio geopolitico sui consumatori finali. L'A.Ba.Co. Basilicata ritiene che una vigilanza più attenta avrebbe potuto prevenire la situazione attuale.
Per queste ragioni, l'associazione ha avanzato richieste specifiche alla Guardia di Finanza. Tra queste, la richiesta di disporre il sequestro preventivo dei documenti contabili. Si chiede anche il sequestro degli extra-profitti maturati dagli operatori negli ultimi sei mesi. L'istanza include anche la richiesta di accertamenti ispettivi urgenti. Questi controlli dovrebbero essere effettuati presso i depositi fiscali. L'obiettivo è verificare l'effettiva data di acquisto delle partite di carburante. Si vuole inoltre riscontrare la correttezza dei listini praticati rispetto alla reale discesa delle quotazioni internazionali del greggio.
La situazione dei prezzi dei carburanti in Basilicata è dunque al centro di un'indagine formale. L'intervento dell'A.Ba.Co. Basilicata mira a tutelare i consumatori e a garantire la trasparenza del mercato. Le prossime azioni della Guardia di Finanza saranno decisive per chiarire la natura di questi aumenti.