La Basilicata affronta un serio problema di erosione costiera. Legambiente segnala che oltre la metà del litorale è interessato dal fenomeno, con criticità particolari a Metaponto. L'associazione chiede interventi strutturali e sostenibili.
Criticità costiere lucane nel rapporto Legambiente
La regione Basilicata mostra una vulnerabilità significativa all'erosione delle sue coste. Questo dato emerge da un'analisi approfondita condotta da Legambiente. Il loro rapporto, intitolato "Spiagge", mette in luce una situazione preoccupante per il territorio lucano. La percentuale di costa lucana colpita da questo fenomeno è tra le più alte in Italia. Questo avviene nonostante la lunghezza limitata del suo litorale.
Il documento è stato realizzato in collaborazione con l'Osservatorio Città Clima. I dati raccolti coprono il periodo compreso tra il 2006 e il 2019. Durante questi anni, ben il 51,6% della costa lucana ha subito gli effetti dell'erosione. Questo valore si posiziona tra i più elevati a livello nazionale, evidenziando un'emergenza ambientale da non sottovalutare.
Eventi estremi e il caso di Metaponto
Il rapporto non si limita a fotografare la situazione attuale. Evidenzia anche una tendenza preoccupante legata ai cambiamenti climatici. Negli ultimi 16 anni, la Basilicata ha registrato ben undici eventi meteorologici estremi lungo le sue coste. Sebbene il numero assoluto possa sembrare contenuto, assume un peso notevole se rapportato ai circa 60 chilometri di litorale regionale.
Tra le zone più a rischio, il dossier individua specificamente il litorale di Metaponto. Qui, Legambiente esprime forti riserve su un progetto regionale da 11 milioni di euro. Questo piano mira a contrastare l'erosione, ma secondo l'associazione non affronterebbe le cause profonde del problema.
Proposte per un futuro sostenibile
L'associazione ambientalista critica l'approccio proposto dal progetto regionale. Gli interventi previsti si basano principalmente su barriere e opere rigide. Legambiente teme che queste soluzioni possano risolvere il problema solo in modo localizzato. Non risolverebbero, invece, le cause strutturali che portano al degrado della costa. La priorità dovrebbe essere un approccio più integrato e duraturo.
Antonio Lanorte, presidente di Legambiente Basilicata, ha sottolineato l'urgenza di agire. Ha dichiarato: «È fondamentale intervenire con azioni concrete per le coste lucane, superando la logica dell'emergenza». Lanorte chiede un aggiornamento del Piano delle Coste. Auspica una pianificazione basata su un monitoraggio costante della morfologia costiera. Altre proposte includono la ricostituzione delle dune naturali, la rinaturalizzazione dei corsi d'acqua e il ripristino del trasporto naturale dei sedimenti dalla montagna al mare.
Gestione delle concessioni e demanio marittimo
Il dossier di Legambiente solleva anche questioni relative alla gestione delle risorse costiere. L'associazione pone l'accento sulla gestione delle concessioni balneari. Chiede l'adozione di criteri che privilegino la sostenibilità ambientale. Inoltre, sollecita l'approvazione del Piano regionale di utilizzo del demanio marittimo. Questo piano, previsto dal 2005, non è ancora operativo a causa della mancata attuazione delle necessarie norme. La sua completa implementazione è vista come cruciale per una gestione più efficace e sostenibile del litorale.