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La Cgil Basilicata definisce il recente decreto sulle accise un intervento insufficiente. L'organizzazione sindacale chiede al governo regionale azioni concrete per mitigare il caro energia e supportare famiglie e imprese, oltre a discutere il futuro dello smart working.

Caro energia, la Cgil Basilicata chiede interventi strutturali

L'organizzazione sindacale CGIL della Basilicata esprime forte critica verso le recenti misure governative riguardanti le accise sui carburanti. Secondo Fernando Mega, segretario generale regionale, il provvedimento si rivela inadeguato di fronte alla gravità della crisi energetica. La riduzione temporanea delle accise è stata infatti annullata dall'aumento dei prezzi dell'energia. Questo scenario rischia di aggravare ulteriormente la situazione economica.

La situazione è definita «poco più di un pannicello caldo» dal sindacato. L'impennata dei costi energetici, acuita da conflitti internazionali come quello in Iran, minaccia di trasformare la crisi energetica in una recessione economica e sociale. L'intervento del governo, che stanzia 500 milioni di euro, viene visto come un beneficio per le compagnie energetiche piuttosto che un reale aiuto ai cittadini. Questi fondi, inoltre, potrebbero essere sottratti agli investimenti nelle energie rinnovabili.

Richiesta di azioni concrete per industria e famiglie

La CGIL Basilicata sollecita il governo Bardi a intraprendere azioni immediate. È necessario un supporto concreto per l'industria locale e per i consumatori finali. Parallelamente, si chiede l'avvio di un confronto con le parti sociali. L'obiettivo è discutere la reintroduzione dello smart working, dove possibile, per alleggerire la pressione sui lavoratori e sulle aziende. L'organizzazione sindacale sottolinea la mancanza di scelte strutturali a lungo termine.

Tra le proposte avanzate dalla CGIL vi è l'incremento della produzione di energie rinnovabili. Questo è considerato fondamentale per garantire prezzi più bassi, sicurezza e indipendenza energetica. Viene criticato il rinvio del phase out dal carbone al 2038. Altre misure richieste includono il disaccoppiamento del prezzo dell'elettricità da quello del gas. Si propone anche di tassare gli extra-profitti delle compagnie energetiche per finanziare aiuti a famiglie e imprese.

Rischio inflazione e pressione fiscale elevata

Fernando Mega lancia l'allarme su una possibile nuova fiammata inflattiva. I dati più recenti confermano questo rischio. I lavoratori e i pensionati saranno i più colpiti, già provati dall'inflazione accumulata negli anni passati. La pressione fiscale ha raggiunto il 51,4% nel quarto trimestre del 2025, il dato più alto degli ultimi 11 anni, secondo l'Istat. Questo scenario è ritenuto insostenibile.

Per contrastare questa tendenza, la CGIL chiede di tutelare e aumentare salari e pensioni. È necessaria una riforma fiscale che renda il sistema più equo e progressivo. Si evidenzia l'importanza di neutralizzare il cosiddetto «fiscal drag», ovvero l'aumento implicito della pressione fiscale dovuto all'inflazione. L'obiettivo è evitare un ulteriore peggioramento delle condizioni economiche per le fasce più deboli della popolazione.

Domande e Risposte

Cosa critica la Cgil Basilicata riguardo al decreto accise?

La Cgil Basilicata critica il decreto accise definendolo un intervento insufficiente e temporaneo, un «pannicello caldo». Secondo l'organizzazione, la riduzione delle accise è stata annullata dall'aumento dei prezzi dell'energia, senza affrontare le cause strutturali della crisi energetica ed economica.

Quali sono le proposte della Cgil Basilicata per affrontare il caro energia?

La Cgil Basilicata propone un aumento della produzione di energie rinnovabili, il disaccoppiamento del prezzo dell'elettricità da quello del gas, la tassazione degli extra-profitti delle compagnie energetiche per finanziare aiuti a famiglie e imprese, e l'introduzione di un tetto ai prezzi dell'energia. Chiede inoltre di discutere la reintroduzione dello smart working.