Il costo elevato dei carburanti in Basilicata rappresenta un onere significativo per i residenti, specialmente per chi usa l'auto quotidianamente. La regione chiede una redistribuzione della ricchezza prodotta dal petrolio locale.
Costo carburanti: un peso per i lucani
L'aumento dei prezzi del carburante colpisce duramente la Basilicata. Qui l'automobile è essenziale per la vita di tutti i giorni. Non si tratta di un lusso ma di una necessità. I cittadini lucani si sentono penalizzati due volte. Lo ha affermato Vincenzo Tortorelli, segretario generale della UIL Basilicata. Ha commentato un'analisi del Centro Studi della sua organizzazione. Lo studio evidenzia gli effetti economici e sociali dell'incremento dei costi. L'analisi si basa su un prezzo reale del gasolio di 2,119 euro al litro. Questo valore è stato registrato nella regione.
Pendolari lucani: spese annue in aumento
Un lavoratore pendolare percorre in media 60 km al giorno. Questo per 220 giorni all'anno. Ipotizzando un consumo di 15 km per litro, la spesa annuale per il carburante raggiunge circa 1.864 euro. Rispetto a un prezzo più basso (1,85 €/litro), l'aggravio annuo è di circa 236 euro per ogni persona. Il caro carburanti può quindi costare tra i 200 e i 300 euro in più all'anno per ogni pendolare lucano. Si stima che ci siano tra i 120.000 e i 150.000 pendolari. L'impatto diretto complessivo si aggira tra i 24 e i 45 milioni di euro annui.
Impatto indiretto sulle famiglie lucane
Le famiglie lucane affrontano anche un impatto indiretto. La spesa annua per il carburante varia tra i 4.500 e i 6.000 euro. L'effetto indiretto può causare un aumento dei costi tra i 150 e i 300 euro l'anno. Sommando gli effetti diretti e indiretti, una famiglia con almeno un pendolare può subire un aggravio totale tra i 350 e i 600 euro annui. Estendendo la stima a circa 200.000 nuclei familiari, l'impatto sull'economia regionale è considerevole. Si parla di cifre tra i 70 e i 110 milioni di euro all'anno.
Richiesta di redistribuzione della ricchezza
Vincenzo Tortorelli ha concluso con una richiesta precisa. È necessario avviare una vertenza con il Governo e le istituzioni regionali. L'obiettivo è ottenere una parte della ricchezza prodotta dal territorio. Questa ricchezza dovrebbe essere restituita ai cittadini lucani. «Se il petrolio parte dalla Basilicata, una parte del beneficio deve restare in Basilicata», ha sottolineato Tortorelli. La regione, produttrice di risorse energetiche, non dovrebbe subire un doppio svantaggio economico.