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Ad aprile 2026, la Basilicata prevede oltre 4000 nuove assunzioni, ma le aziende incontrano difficoltà nel reperire le competenze necessarie. La maggior parte dei contratti sarà a termine.

Mercato del lavoro lucano in crescita

Il panorama occupazionale della Basilicata mostra segnali di vivacità per il mese di Aprile 2026. Le imprese della regione prevedono di effettuare circa 4.490 nuove assunzioni. Questa cifra si inserisce in una proiezione più ampia che stima 14.980 inserimenti nel corso dell'intero trimestre, da Aprile a Giugno 2026.

Questi dati rappresentano un incremento rispetto all'anno precedente. Si registrano infatti 150 assunzioni in più rispetto ad Aprile 2025. L'aumento su base trimestrale è ancora più marcato, con un incremento di 1.120 unità.

Le informazioni provengono dal Sistema Informativo Excelsior. Questa analisi è frutto della collaborazione tra Unioncamere e il Ministero del Lavoro. I dati evidenziano una tendenza positiva per l'economia regionale.

Settori trainanti e tipologia contrattuale

Diversi settori contribuiscono a questa dinamica occupazionale. I Servizi di alloggio, ristorazione e turismo guidano la classifica con 630 entrate previste. Seguono le Costruzioni, con 540 opportunità. Anche i Servizi alle persone e il Commercio offrono un numero significativo di posti, entrambi con 340 assunzioni stimate.

Complessivamente, il settore dei servizi assorbe la maggior parte della domanda. Circa il 39% delle nuove posizioni si concentra in questo ambito. Questo dato conferma l'importanza dei servizi per l'economia lucana.

Tuttavia, la stabilità contrattuale rimane una criticità. Solo il 12% delle nuove assunzioni prevede contratti a tempo indeterminato o di apprendistato. La stragrande maggioranza, l'88%, sarà costituita da contratti a termine. Questo aspetto solleva interrogativi sulla qualità dell'occupazione offerta.

Difficoltà nel reperimento dei profili

Un dato preoccupante riguarda la difficoltà delle imprese nel trovare candidati con le competenze richieste. In quasi la metà dei casi, ovvero nel 44% delle situazioni, le aziende prevedono di incontrare ostacoli nel reperimento del personale desiderato. Questo fenomeno è noto come skill mismatch.

I profili professionali più ricercati sono prevalentemente operativi. Le figure generiche rappresentano il 38% della domanda. Gli operai specializzati e i conduttori di impianti costituiscono un ulteriore 32%. Insieme, queste categorie raggiungono il 70% delle ricerche.

Le posizioni che richiedono qualifiche più elevate sono meno numerose. Dirigenti, specialisti e tecnici costituiscono solo l'8% delle assunzioni previste. Questo dato è inferiore alla media nazionale, che si attesta al 14%.

Livelli di istruzione e target demografici

Anche sul fronte dell'istruzione emergono delle specificità. Solo il 5% delle nuove entrate sarà destinato a personale laureato. Il 18% richiederà un diploma di scuola superiore. Una quota significativa, il 37%, necessiterà di qualifiche o diplomi professionali.

Le opportunità per i giovani sotto i 30 anni rappresentano il 20% del totale delle assunzioni. Inoltre, il 30% delle posizioni sarà riservato al personale immigrato. Questi dati indicano una particolare attenzione verso specifici segmenti della forza lavoro.

L'Assessore allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo, ha recentemente fatto il punto sull'attuazione dei progetti regionali. L'audizione in Seconda Commissione ha evidenziato l'impegno dell'amministrazione nel supportare il mercato del lavoro.

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