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La produzione di bare dalla Cina sta mettendo in crisi le aziende europee a causa dei prezzi molto bassi. I produttori chiedono un'indagine antidumping alla Commissione Europea per salvaguardare il mercato.

Costi di produzione a confronto

Le bare realizzate in Cina presentano costi di produzione significativamente inferiori rispetto a quelle europee. Questa disparità sta creando notevoli difficoltà per i fabbricanti del continente.

I dati del settore evidenziano una differenza sostanziale. Una bara prodotta in Italia ha un costo medio di circa 260 euro. Al contrario, la stessa tipologia di prodotto in Cina viene realizzata per circa 80 euro.

Una volta importate in Europa, queste casse funebri possono essere commercializzate a prezzi compresi tra 100 e 110 euro. Tale strategia di prezzo rende estremamente arduo per le imprese locali poter competere efficacemente sul mercato.

Richiesta di indagine antidumping

Una delegazione di produttori europei ha recentemente incontrato funzionari della Commissione Europea. L'incontro mirava a sollecitare verifiche sulle condizioni delle importazioni provenienti dalla Cina.

L'obiettivo principale è accertare se l'enorme divario di prezzo sia attribuibile unicamente ai differenti costi di produzione. Si vuole inoltre verificare la presenza di eventuali sovvenzioni pubbliche o pratiche commerciali scorrette.

L'esito di questa indagine potrebbe portare all'apertura di un procedimento antidumping. Questo servirebbe a tutelare l'industria europea dalla concorrenza sleale.

Impatto sul settore funebre

Le conseguenze di questa concorrenza sui produttori europei sono già tangibili. In un arco temporale di cinque anni, il numero di aziende attive nella produzione di bare in Europa è diminuito considerevolmente.

Si è passati da 120 aziende a circa 90. Questo significa che circa un'impresa su quattro ha cessato la propria attività. La contrazione del settore è quindi significativa.

Parallelamente, le importazioni di bare cinesi nell'Unione Europea hanno registrato una crescita costante. Il valore delle casse da morto in legno importate è passato dai 16 milioni di euro nel 2022 ai 28 milioni di euro nel 2025.

Dubbi sulla sicurezza dei materiali

Le preoccupazioni dei produttori europei non si limitano alla sola sfera economica. Nel dossier presentato alle istituzioni europee, emergono anche interrogativi sulla sicurezza dei materiali impiegati nella fabbricazione delle bare cinesi.

Vengono sollevate contestazioni riguardo all'uso di vernici contenenti sostanze non ammesse nell'Unione Europea. Queste sostanze potrebbero rilasciare particelle nocive durante il processo di cremazione.

Queste accuse necessitano di verifiche approfondite. Sarà fondamentale accertare le caratteristiche dei prodotti importati e l'efficacia dei controlli doganali.

La "scappatoia Ikea" nelle importazioni

Un ulteriore aspetto sollevato riguarda le modalità di importazione, tanto da essere stato definito «scappatoia Ikea». Secondo la denuncia dei fabbricanti europei, alcune bare arriverebbero dalla Cina smontate.

I singoli componenti verrebbero dichiarati in dogana con codici merceologici generici, relativi al legno o all'arredamento. Una volta giunti in Europa, e anche in Italia, verrebbero poi assemblati e immessi sul mercato come prodotti finiti.

I produttori chiedono alla Commissione Europea di fare chiarezza su questi aspetti. Si richiede di verificare la correttezza delle classificazioni doganali e il rispetto delle normative europee. L'obiettivo è accertare l'esistenza di condizioni di concorrenza sleale.

Questa problematica non riguarda solo la tenuta di un comparto manifatturiero. Mette a rischio la sopravvivenza di decine di aziende che operano nella filiera funebre europea.