L'attrice Barbara Chichiarelli ripercorre la sua vita a Roma, esplorando i quartieri che hanno segnato la sua crescita e la sua carriera artistica. Dalla periferia al centro, un viaggio nel cuore della Capitale.
L'infanzia e l'adolescenza: un mosaico di quartieri romani
La vita di Barbara Chichiarelli è un racconto intessuto nei diversi volti di Roma. La sua infanzia ha preso forma tra l'Aurelio e Boccea, zone della periferia ovest. Successivamente, l'adolescenza l'ha vista protagonista nel quartiere Prati, più centrale. La sua formazione artistica l'ha poi portata a San Lorenzo, per poi ritornare in una zona periferica, Torpignattara, dove vive attualmente. Questo percorso geografico ha plasmato il suo sguardo sulla città.
Questo bagaglio di esperienze si è rivelato prezioso per il suo ruolo di Livia Adami. Interpretare la sorella di Aureliano in Suburra, serie che l'ha lanciata nel panorama nazionale, le ha permesso di attingere a tutto ciò che aveva osservato crescendo. La Chichiarelli è la protagonista della rubrica «La Roma di» di RomaToday, che indaga il legame tra personaggi noti e la Capitale.
Nata e cresciuta nella Città Eterna, l'attrice ha condiviso dettagli sulla sua infanzia. La prima casa dei suoi genitori si trovava a Gregorio VII, un'area densamente abitata da parenti. Successivamente, la famiglia si è trasferita a Boccea, sempre nella parte ovest di Roma. Qui ha trascorso gli anni formativi della sua giovinezza.
Boccea e le scuole: un'evoluzione costante
Boccea, negli anni della sua infanzia, era un luogo molto diverso da quello attuale. L'attrice ricorda una zona poco servita, priva di metropolitana, che rendeva gli spostamenti più complessi. Ha vissuto in prima persona l'evoluzione di quel quartiere. Le scuole elementari le ha frequentate proprio a Boccea, presso l'istituto Clementina Perone, situato in Circonvallazione Cornelia. La descrive come una scuola «wild», in un periodo in cui il quartiere non era considerato sicuro e la struttura scolastica versava in condizioni precarie.
Le scuole medie l'hanno vista studiare alla Renato Bramante, una scuola vicina alle Mura Vaticane, quindi più vicina al centro cittadino. Questo avvicinamento geografico ha coinciso con un cambiamento nella sua vita.
Il liceo l'ha condotta ulteriormente verso il cuore di Roma, nel quartiere Prati. Qui ha frequentato il liceo Mamiani. L'attrice descrive questo periodo come un punto di svolta, paragonandolo al film «Caterina va in città». L'ambiente del Mamiani era caratterizzato da una forte impronta politica e da un attivismo sentito. Per lei, è stato il primo vero contatto con la cultura, la politica e persone provenienti da contesti sociali e familiari differenti.
Prati e la vita da liceale: tra motorini e attivismo
Durante gli anni del liceo al Mamiani, gli spostamenti avvenivano con mezzi di trasporto meno moderni. Inizialmente, per sei mesi, ha utilizzato l'autobus. Successivamente, i suoi genitori le hanno concesso un motorino, un cinquantino, per raggiungere la scuola. Questo periodo coincide con un altro trasferimento familiare, da Boccea a Valle Aurelia. Anche questa zona, all'epoca, era molto diversa, caratterizzata dalla presenza di pecore e da case popolari.
L'attrice ha potuto osservare anche l'evoluzione di Valle Aurelia. Dopo qualche anno, sono comparsi un centro commerciale, la metropolitana e strutture come la Virgin. Quando la sua famiglia si trasferì, il paesaggio era dominato da greggi e palazzoni popolari. Inizialmente, le era stato proposto di frequentare il liceo Seneca, che aveva una succursale tra Boccea e Valle Aurelia. Tuttavia, anche in questo caso, ha insistito per frequentare il Mamiani.
L'adolescenza è stata quindi prevalentemente vissuta nel centro di Roma. Prati e i quartieri limitrofi, come il Delle Vittorie, sono diventati i suoi luoghi di ritrovo. Le sue uscite la portavano soprattutto tra Prati e Trastevere.
Studentessa al Mamiani: impegno e prime esperienze
Al liceo Mamiani, lo studio era molto intenso. Nonostante la mole di lavoro, l'attrice è sempre riuscita a cavarsela. Ricorda che alle medie era considerata un piccolo genio, ma al liceo ha compreso che l'intraprendenza da sola non bastava. Non amava passare ore sui libri e trovava insostenibile il carico di studio. Non ha mai completato da sola le versioni di greco e latino, preferendo dedicare i pomeriggi a chiamare le amiche più studiate. Nonostante ciò, non è mai stata bocciata né rimandata.
Tra i banchi di scuola è nata anche la sua prima esperienza amorosa. Racconta un episodio imbarazzante ma divertente: il suo primo appuntamento, a circa 14 anni, si è svolto a piazza Cavour. Vestita elegantemente, con tacchi e abito, è stata letteralmente assalita dai piccioni. È tornata a casa con rose rosse e i capelli sporchi di guano, un ricordo che ancora oggi la fa sorridere.
Dall'università all'Accademia: la scelta artistica
Dopo la maturità, Barbara Chichiarelli non ha intrapreso subito la carriera cinematografica. Ha tentato la strada universitaria, iscrivendosi per un periodo a Scienze e Arti dello Spettacolo, con indirizzo teatro, presso la Sapienza. Successivamente, ha congelato gli studi per approdare all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico.
Questa scelta è stata motivata dalla percezione di una continuità con le esperienze vissute al liceo. Il cambiamento di quartiere, di amici e di abitudini l'aveva avvicinata a un mondo di professionisti e amanti della cultura. Ha ricercato questa dimensione nella sua formazione, scegliendo la Silvio D'Amico come percorso fondamentale. Ha deciso di dedicarsi seriamente a questo mestiere, lavorando la sera nei locali e studiando di giorno. Ha lasciato casa molto presto, trasferendosi in un piccolo appartamento a San Lorenzo. L'Accademia Silvio d'Amico ha rappresentato un momento di profonda consapevolezza.
Il Mamiani come fucina di talenti e la Roma di oggi
Il primo palcoscenico importante per Barbara Chichiarelli è stato quello del Mamiani. Il corso di teatro del liceo e i primi spettacoli le hanno fatto intuire il potenziale del divertimento e della recitazione. Molti suoi ex compagni di classe del Mamiani hanno intrapreso la carriera artistica. Nel suo anno erano presenti numerosi registi, attori e sceneggiatori, tra cui Silvio Muccino, Enrico Maria Artale, Matteo Rovere, Giulia Steigerwalt e Carlo Sironi.
Il Mamiani è considerato una vera e propria fucina di artisti. L'attrice ha scoperto di recente che anche Edoardo Pesce ha frequentato quella scuola. Nella sua visione, il Mamiani ha offerto spazio a molte menti creative. La sua Roma attuale è cambiata ancora. Dopo essere stata «una pallina» per molti anni, spostandosi in diverse zone, da circa un anno vive a Torpignattara, nella zona est della città.
La periferia la attrae più del centro. Trova che la vera vita si trovi in queste aree. A Prati, ad esempio, vede principalmente uffici, studi professionali e una popolazione che vive in un agio non comune, con poca vitalità. Torpignattara era già una zona che frequentava, soprattutto per via del vicino Pigneto e di amici che vi risiedevano. La presenza di teatri e sale prova l'ha ulteriormente attratta.
Torpignattara: nuovi punti di riferimento e il fascino della periferia
Nonostante il poco tempo trascorso nel quartiere a causa di impegni lavorativi all'estero, Barbara Chichiarelli sta costruendo i suoi punti di riferimento a Torpignattara. Sta prendendo le misure con la nuova realtà, individuando luoghi utili come la lavanderia e la copisteria per stampare le sceneggiature. Apprezza il quartiere, anche se lamenta la mancanza di negozi di abbigliamento, scarpe e cosmetici, quelli tipici per una passeggiata di shopping.
La sua Roma è riaffiorata anche in alcuni personaggi interpretati, in particolare Livia Adami in Suburra. Le capita ancora di essere fermata per strada e le chiedono se è «la sorella di Aureliano». Questo accade ancora, e lei lo trova lusinghiero, poiché il personaggio le ha permesso di raccontare esperienze passate, quando il luogo in cui abitava era come il «far west». Livia Adami è stata per lei un primo amore, l'opportunità di unire tutto ciò che aveva visto e interiorizzato.
Ha girato a Roma anche per film come «Favolacce» dei fratelli D'Innocenzo e per alcune scene di «M. Il figlio del secolo». Girare nella propria città presenta vantaggi e svantaggi. La comodità di poter tornare a casa e mantenere la propria routine è innegabile. Tuttavia, manca la possibilità di una completa immersione in un luogo nuovo, poiché la vita quotidiana interferisce, impedendo una connessione al 100% con il personaggio.
Roma: un amore indimenticabile e un'energia speciale
Concludendo il suo viaggio nella sua «romanità», Barbara Chichiarelli definisce il suo rapporto con Roma con una frase del film «Memento»: «L'unica cosa che non riesco a ricordare è di dimenticarti». Roma possiede un'energia speciale, una forza, un «genius loci». L'attrice ritiene che i romani non fossero stupidi nello scegliere luoghi con un'energia particolare. Quest'energia condiziona profondamente la vita di chi la vive, portando a un amore viscerale, specialmente durante la primavera, che definisce una gioia di vivere.
Ricorda un evento di anni fa, subito dopo Suburra, quando presentò un libro intitolato «È stata Roma». Secondo lei, questo titolo, unito alla frase di «Memento», riassume perfettamente il suo sentimento per la Capitale. RomaToday è disponibile anche su mobile; scarica l'App per rimanere sempre aggiornato.