Una rappresentanza di giudici ausiliari di Corte d'Appello ha incontrato funzionari del Ministero di Giustizia. Si discute di una possibile nuova proroga per evitare la cessazione del servizio prevista a fine ottobre.
Giudici ausiliari chiedono stabilità
Una delegazione di giudici ausiliari di Corte d'Appello ha incontrato rappresentanti del Ministero di Giustizia. Questo gruppo, composto da meno di 200 professionisti, opera da quasi 11 anni in tutta Italia. Hanno svolto il loro servizio con grande dedizione, spesso lontano dalle proprie residenze. Il loro compenso consisteva in un'indennità lorda di 200 euro per ogni sentenza pubblicata. Non ricevevano contributi né altre tutele lavorative. Le loro mansioni includevano trasferte obbligatorie, partecipazione a udienze e camere di consiglio. Hanno anche sostituito consiglieri in caso di incompatibilità o assenza. Hanno redatto numerosi provvedimenti necessari al funzionamento delle Corti.
Impatto sul dimezzamento dell'arretrato
Le statistiche ministeriali più recenti, datate luglio 2026 e riferite all'anno 2025, evidenziano il loro contributo. Nei quasi undici anni di servizio, questi giudici hanno aiutato a dimezzare l'arretrato giudiziario. La loro attività è stata fondamentale per l'efficienza del sistema. Nonostante questo apporto, la loro posizione lavorativa rimane precaria. I giudici onorari in questione dovrebbero cessare la loro attività entro il 31 ottobre 2026. Negli anni, hanno presentato diverse richieste per continuare il loro servizio. Hanno anche auspicato un riordino della loro figura professionale. Una nota diffusa dagli ausiliari sottolinea queste istanze.
Incontro al Ministero e prospettive future
L'incontro al Ministero è avvenuto in seguito a una manifestazione tenutasi a Roma il 30 settembre. La delegazione ha dialogato con Federico Carrai, capo della segreteria del sottosegretario Alberto Balboni. Durante il colloquio, è stata esaminata a fondo la problematica. La discussione è stata facilitata dalla profonda conoscenza del tema da parte di Carrai. La sua disponibilità all'ascolto e al dialogo è stata apprezzata. Carrai ha illustrato la priorità ipotizzata a livello governativo. Si tratta di una nuova riforma complessiva della magistratura onoraria. Tale riforma includerebbe anche i giudici ausiliari di Corte d'Appello. L'obiettivo è trovare una soluzione strutturale.
Soluzione ponte e richiesta di stabilizzazione
Nel frattempo, Carrai ha assicurato una proroga per i giudici ausiliari. Questa soluzione ponte servirebbe a evitare la loro decadenza dal servizio il 31 ottobre. È probabile che questa proroga non avvenga presso le Corti d'Appello. I giudici ausiliari hanno ribadito con forza la loro richiesta di stabilizzazione. Desiderano essere inquadrati come i colleghi già posti in ruolo ad esaurimento. La proroga servirebbe anche a indire e completare le procedure amministrative. Queste procedure sono previste dalla legge per la conferma e stabilizzazione del loro status. La speranza è di ottenere un riconoscimento definitivo del loro ruolo e del loro prezioso lavoro svolto per lo Stato.