Anna Maria Mori: una vita nel giornalismo
La giornalista Anna Maria Mori, figura di spicco del giornalismo italiano con origini a Pola nel 1936, presenta la sua ultima opera intitolata «Disordine. Un abbecedario (quasi) sentimentale» edito da HarperCollins. La sua carriera, iniziata in un'epoca in cui essere una donna nel settore era una sfida, l'ha vista protagonista in televisione, radio e sulle pagine di importanti testate.
Mori ha ricoperto ruoli di rilievo come caporedattrice del settimanale «Annabella» e curatrice della terza pagina de «Il Messaggero», spaziando tra cronaca mondana, spettacolo e cultura. La sua penna è descritta come affilata, capace di delineare con pochi tratti personaggi e situazioni.
"Disordine": un viaggio tra ricordi e incontri
Il libro si presenta come una raccolta unica, organizzata in ordine alfabetico, che intreccia le persone incontrate dalla Mori nel corso della sua lunga professione con i temi centrali della sua carriera. È un tentativo di dare una struttura a un flusso di ricordi ed emozioni che, narrando le vite altrui, finisce per raccontare anche la sua.
«Disordine» è, in sostanza, un'autobiografia frammentata, costruita attraverso ritratti di figure significative e momenti vissuti, oscillando tra la speranza in un futuro migliore e la disillusione di fronte a eventi che sembravano portare al collasso.
Personaggi e riflessioni nel Novecento
L'opera non è un semplice catalogo, ma un susseguirsi di sorprese che accompagnano il lettore. Tra le figure evocate, spicca il regista Luigi Comencini, definito «colpevole di un peccato imperdonabile» in Italia: la serietà. La Mori ricorda anche gli esordi de «La Repubblica» di Eugenio Scalfari, descrivendo un clima di grande confusione, un misto di paura e felicità, ma soprattutto un forte desiderio di costruire un nuovo quotidiano.
Il libro offre uno spaccato del Novecento, analizzando non solo ciò che è stato, ma anche ciò che avrebbe potuto essere e non è diventato. Non si limita a evocare nostalgia, ma fornisce strumenti per mantenere viva la speranza e la voglia di costruire un mondo più aperto e giusto.
Una guida alla resistenza e alla speranza
«Disordine» si configura come un manuale di resistenza. Affronta le ingiustizie, ma anche la noia e la disillusione che possono attanagliare. La lezione di Anna Maria Mori, incarnata dalle vite delle persone che ha raccontato, è un invito a crederci e a impegnarsi fino in fondo.
Questo messaggio, lungi dall'essere obsoleto, acquista una nuova e urgente attualità in un'epoca contemporanea segnata da profonde crisi. La sua opera invita a non arrendersi, mantenendo viva la fame di un mondo migliore.