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La mostra 'Andrea Pazienza. Non sempre si muore' al Maxxi di Roma celebra l'artista con un'esposizione completa. L'evento ripercorre la sua carriera, dai primi lavori fino alle opere più mature, includendo un murale inedito.

Mostra 'Non sempre si muore' al Maxxi

Il Maxxi di Roma ospita un nuovo capitolo dedicato ad Andrea Pazienza. L'esposizione, intitolata 'Andrea Pazienza. Non sempre si muore', segue una precedente mostra all'Aquila. Questo progetto mira a completare il ritratto dell'artista, nato nel 1956.

La mostra è curata da Giulia Ferracci e Oscar Glioti. Essa raccoglie il testimone da 'La matematica del segno', focalizzata sugli anni di formazione. L'evento romano completa così il percorso artistico di Pazienza. L'artista è ricordato per il suo talento poliedrico e rivoluzionario.

Il titolo e il percorso espositivo

'Non sempre si muore' trae spunto da un'intervista del 1988. Pazienza parlò con il conduttore Clive Griffiths poco prima della sua scomparsa. Le sue parole sembrano profetiche, data la sua vita intensa ma breve. L'esposizione si terrà dal 24 aprile al 27 settembre.

Centinaia di tavole, disegni e fumetti guidano il visitatore. Si esplora lo sguardo critico e la visione di Pazienza. Il percorso si sviluppa lungo tutta la sua carriera. Si parte dagli anni di formazione fino alle ultime creazioni.

Le sale sono organizzate per temi e colori. Si trovano personaggi iconici come Zanardi e Pentothal. Sono esposte anche le strisce dedicate al presidente Sandro Pertini. Quest'ultimo, socialista e antifascista, viene ritratto in situazioni ironiche.

Un personaggio centrale è Pompeo. Egli rappresenta il testamento artistico di Pazienza. In Pompeo si realizza la fusione tra l'autore e la sua creazione. L'opera segna la sublimazione dell'artista nella sua arte.

Il murale della Mostra d'Oltremare

Tra i pezzi forti, spicca un murale realizzato da Pazienza nel 1987. L'opera fu creata dal vivo alla Mostra d'Oltremare. L'evento era una Fiera del Fumetto. Il murale misura otto metri di lunghezza per due metri e mezzo di altezza.

Esso raffigura una lotta tra guerrieri e animali. L'ambientazione è un'antichità classica. Questo periodo storico affascinava molto Pazienza all'epoca. Il recupero di quest'opera è stato definito un'operazione importante dalla presidente della Fondazione Maxxi, Maria Emanuela Bruni.

«Portare il murale dalla Mostra di Oltremare a qui tirandolo fuori dagli archivi è stata un'operazione importante», ha dichiarato Bruni. Ha sottolineato il valore estetico e di valorizzazione dell'opera. Il Maxxi non si limita a ospitare, ma celebra il lavoro di Pazienza.

Il Maxxi come hub culturale

Il lavoro di Pazienza oggi dialoga con il mondo dell'arte. Interagisce con i giovani creativi. Molti riscoprono la sua forza visiva. Altri ritrovano frammenti della propria esperienza nelle sue tavole. La presidente Bruni ribadisce l'obiettivo del museo.

Il Maxxi vuole raggiungere pubblici diversi. «Vogliamo aprire a tutti i tipi di arte e di cultura contemporanei», ha affermato Bruni. Il museo è concepito come un grande hub di cultura. La sua missione include la valorizzazione del contemporaneo.

Per il curatore Oscar Glioti, la mostra segna un passaggio cruciale. È il progetto più vasto e completo su Andrea Pazienza. Inoltre, sancisce l'istituzionalizzazione del fumetto. È la prima volta che questo medium entra nel corpo principale del Maxxi. Ciò avviene con un artista che ne ha promosso lo sdoganamento.

Parola, immagine e contesto storico

La mostra approfondisce il legame tra parola e immagine. Bozzetti a matita, illustrazioni a colori e tavole si intrecciano. Sono presenti appunti, poesie e lettere private. Si aggiunge una vasta selezione di materiali d'archivio.

Troviamo fotografie e filmati in super 8. Ci sono riproduzioni di opere originali disperse. Questi materiali restituiscono il contesto 'sovversivo'. Le opere di Pazienza nacquero in un clima di contestazione.

Si fa riferimento agli anni del Movimento del '77. Viene citato il lavoro per riviste satiriche come Cannibale, Il Male e Frigidaire. Proprio su quest'ultima rivista debuttò il personaggio di Zanardi. L'esposizione offre uno spaccato completo dell'artista.