Luca Zaia ricorda l'alluvione del 2010 in Veneto, evidenziando la resilienza dei cittadini e il supporto ricevuto. Sono passati 16 anni da quell'evento catastrofico che mise in ginocchio la regione.
Ricordo dell'alluvione devastante
Sedici anni fa, il 2 novembre, si conclusero tre giorni di piogge intense. Queste precipitazioni eccezionali avevano messo in ginocchio il Veneto. Fu una delle alluvioni più devastanti della storia recente. Il Presidente Luca Zaia, allora da soli sette mesi alla guida della Regione, ha condiviso i suoi ricordi. Ha descritto la pioggia incessante e i fiumi che rompevano gli argini. Molti paesi furono sommersi da acqua e fango. Ma soprattutto, ha ricordato i volti delle persone. Ha menzionato la disperazione delle famiglie che avevano perso tutto. Ha sottolineato la determinazione dei veneti che avevano già iniziato a rialzarsi. A sedici anni di distanza, il suo pensiero va a tutti coloro che vissero quei giorni drammatici.
Bilancio drammatico e intervento del governo
Il bilancio di quell'evento fu drammatico. Tre vittime persero la vita. Circa 550mila cittadini furono coinvolti. Oltre 14mila persone dovettero essere evacuate. Ben 140 chilometri quadrati di territorio vennero allagati. Quasi 4mila imprese furono costrette a interrompere la loro attività. 327 Comuni segnalarono danni significativi. L'autostrada A4 rimase chiusa per quattro giorni. In alcune aree caddero più di 500 millimetri di pioggia. Questi numeri raccontano solo in parte la portata di quella tragedia.
Il 2 novembre fu dichiarato lo stato di crisi regionale. Tre giorni dopo, arrivò la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. Il Presidente Zaia ha ricordato la risposta alle richieste di aiuto inviate al Governo. Ha menzionato in particolare l'intervento dell'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il 9 novembre, Berlusconi visitò il Veneto. Era accompagnato da Umberto Bossi e dal Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. Zaia accompagnò la delegazione nei territori alluvionati. Ci fu anche un incontro nella Prefettura di Vicenza.
Aiuti concreti e ricostruzione
Berlusconi volle vedere personalmente i danni. Ascoltò le comunità colpite dalla calamità. Il giorno seguente, a Palazzo Chigi, fu annunciato uno stanziamento di 300 milioni di euro per il Veneto. Zaia ha espresso gratitudine per l'impegno di Berlusconi. Ha menzionato la vicinanza di Bossi. Ha lodato il prezioso lavoro di Bertolaso nel coordinamento dell'emergenza. Fu una risposta concreta in un momento drammatico per la regione.
Seguirono mesi e anni di lavoro per aiutare famiglie e imprese. L'obiettivo era ricostruire e mettere in sicurezza il territorio. Da quell'esperienza nacque un importante 'Piano Marshall' per la sicurezza idraulica. Furono previsti 23 bacini di laminazione, di cui 13 sono già stati realizzati. Migliaia di interventi furono effettuati su argini e corsi d'acqua. Dal 2010 ad oggi sono stati investiti 2,1 miliardi di euro. Sono stati avviati oltre 3.000 cantieri. Un impegno straordinario per rendere il Veneto più sicuro, ha sottolineato Zaia.
La forza della solidarietà veneta
Il ricordo più forte, ha concluso Zaia, resta la straordinaria solidarietà dei veneti. Volontari, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Forze dell'Ordine, militari, amministratori e semplici cittadini. Persone che spalavano il fango nelle case degli altri prima ancora di ripulire la propria. Una dimostrazione indimenticabile della forza della comunità veneta. Questo evento ha segnato profondamente la regione e la sua gente.