Alessandra Battaglia, nota come la "maga della voce", è stata ospite a Verissimo. La sua storia personale, segnata da gravi abusi paterni, si intreccia con la sua carriera di esperta di comunicazione e performer.
La maga della voce e la sua arte
Alessandra Battaglia è un'artista poliedrica. Nata a Roma nel 1980, si distingue come attrice, performer e poetessa. La sua passione per la voce l'ha portata a diventare un'esperta formatrice. Insegna dizione e l'uso corretto della voce. Battaglia crede fermamente nel potenziale vocale di ognuno. «Ogni persona ha una voce meravigliosa», afferma, «basta imparare ad usarla».
Il suo lavoro si concentra sull'arte della parola. Si occupa sia della voce parlata che di quella scritta. È cofondatrice del centro di formazione Il Melograno. Ha anche creato il metodo Le Meraviglie della Voce. Offre corsi e masterclass per migliorare la comunicazione in pubblico. Questi percorsi sono rivolti a diversi settori. Lavora con università, aziende e persino con enti militari e medici.
Ha collaborato con prestigiose istituzioni. Tra queste figurano l'Accademia Teatrale Europea e il Ministero dell'Interno. Ha tenuto formazioni per Medici Senza Frontiere. Ha anche lavorato con la Marina Militare e lo Stato Maggiore della Difesa. Ha pubblicato due libri. Il primo è «Oltranima», il secondo «La tua voce è un drago alato».
Un passato segnato da violenza domestica
La vita di Alessandra Battaglia è stata segnata da un passato doloroso. Ha raccontato di aver subito gravi abusi da parte del padre. Le violenze sono iniziate in tenera età. Sono proseguite fino all'età di 29 anni. «Preparati a morire», le disse il padre in un'occasione. Crescere in un clima di violenza ha lasciato profonde cicatrici. «Ricordo da bambina ceffoni senza motivo», ha dichiarato.
Suo padre praticava kung fu. Sapeva come e dove colpire per infliggere dolore. Alessandra aveva lasciato la casa di Ostia, dove era cresciuta. Tornò per un breve periodo. Era un anno dopo la morte della madre. Fu in quella circostanza che subì un'aggressione brutale. Mentre si preparava a uscire, il padre entrò nella sua stanza. Era furioso e pronunciò frasi senza senso.
Lei annunciò di voler andare via. Questo scatenò la reazione violenta del padre. La bloccò e cercò di colpirla con un termosifone. Riuscì a schivare il colpo. Il padre non si arrese. Prese dei coltelli dalla cucina. Le gridò di prepararsi a morire. In un momento di lucidità, Battaglia compose un numero sul cellulare. Lo mise in vivavoce e lo nascose.
La fuga e la rinascita
L'intervento dei carabinieri fu provvidenziale. Sentendo bussare, Alessandra urlò chiedendo aiuto. I militari arrivarono e la misero in salvo. «Siamo arrivati in tempo», le dissero. «Prendi quello che puoi, qui non tornerai più».
Dopo aver sporto denuncia, iniziò un lungo iter giudiziario. Il padre, deceduto dieci anni fa, fu infine condannato in Cassazione. Alessandra Battaglia ha sottolineato il ruolo cruciale del suo avvocato. «È grazie al mio avvocato, Giuseppe Zupo, che ha lavorato per me pro bono, che abbiamo fatto ricorso in Cassazione e abbiamo vinto».
Oggi, Alessandra Battaglia vive una vita serena. Nonostante il passato oscuro, ha trovato la forza di rinascere. La sua esperienza è diventata fonte di ispirazione. La sua storia è un esempio di resilienza e coraggio. Ha trasformato il dolore in una professione dedicata al potenziamento della voce e della comunicazione.