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L'agricoltura deve diventare un asset strategico per la sicurezza nazionale e la libertà dei popoli. Cristiano Fini, rieletto alla guida della Cia, chiede risposte concrete alle crisi globali e un riequilibrio dei valori lungo la filiera.

Agricoltura pilastro per il futuro

In un contesto globale segnato da conflitti e instabilità economica, l'agricoltura assume un ruolo cruciale. Non si tratta più di un settore secondario, ma di un elemento fondamentale per la sicurezza del Paese. È anche un pilastro per la coesione sociale. La sua importanza si estende al futuro stesso della nazione.

Per questo motivo, viene avanzata una richiesta precisa. Si chiede che l'agricoltura venga riconosciuta come un vero e proprio asset strategico. La sovranità alimentare, infatti, rappresenta la base essenziale per la libertà di ogni popolo. Questo concetto è stato espresso da Cristiano Fini.

Fini confermato alla guida della Cia

Le dichiarazioni di Fini sono giunte durante la IX Assemblea di Cia-Agricoltori Italiani. L'evento si è svolto a Roma, presso l'Auditorium Antonianum. Il tema dell'assemblea era 'Agricoltori custodi di territorio, custodi di futuro'. Fini ha presentato la sua relazione dopo essere stato riconfermato all'unanimità. Guida l'organizzazione dal 2022.

L'imprenditore vitivinicolo, 54 anni, originario di Castelfranco Emilia, nel Modenese, ha sottolineato un punto chiave. È necessario trasformare la paura in una forza motrice per il cambiamento. Gli agricoltori devono essere difesi come garanti del cibo. Sono anche custodi preziosi dei territori.

L'obiettivo è costruire un'Italia dove vivere in campagna sia una scelta. Una scelta dignitosa e piena di orgoglio per le nuove generazioni. Non deve essere percepita come una condanna.

Risposte alle crisi e reddito agricolo

Il discorso di Fini ha toccato diversi temi centrali. Tra questi figurano la risposta alle crisi globali. Si è parlato anche del reddito agricolo. Il clima, le aree interne e la nuova Politica Agricola Comune (PAC) sono stati argomenti fondamentali.

Lo scenario internazionale attuale è descritto come una vera e propria 'tempesta permanente'. L'agricoltura è il primo settore a risentire degli impatti negativi. Il gasolio agricolo ha visto un aumento dei costi del 100%. I fertilizzanti sono fuori controllo, con l'urea a +43% e il solfato di ammonio a +20%.

I costi aumentano lungo tutta la filiera produttiva. Di fronte a questa situazione, sono necessarie risposte rapide e incisive a livello comunitario. Risposte simili a quelle adottate durante la pandemia di Covid-19.

Equilibrio di filiera e accordi commerciali

Per quanto riguarda il reddito degli agricoltori, Fini ha evidenziato l'impegno storico della Cia. L'organizzazione lavora per attuare una strategia di riequilibrio del valore lungo la filiera agroalimentare. Attualmente, questa filiera penalizza fortemente i produttori agricoli.

Si punta a migliorare la forza collettiva dei produttori. Altri aspetti importanti sono la legalità e la trasparenza. È necessario un nuovo patto con i cittadini. Questo patto dovrebbe premiare la filiera corta. Si lavorerà anche su clima, acqua, innovazione e rilancio delle aree interne.

Infine, la PAC e gli accordi commerciali. La Cia è determinata a difendere la Politica Agricola Comune. Si dice un deciso no a ogni tentativo di rinazionalizzazione. Non si accetta l'idea di inglobare la PAC in un generico Fondo Unico. Gli accordi commerciali internazionali devono aprire nuovi mercati. Non devono causare la chiusura di aziende agricole.

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