Centinaia di agricoltori umbri hanno partecipato a una mobilitazione al Brennero per difendere il settore agroalimentare italiano. Le richieste principali riguardano la trasparenza sull'origine dei prodotti e la revisione di norme doganali che penalizzano il lavoro locale.
Agricoltori umbri chiedono trasparenza sull'origine dei cibi
Un nutrito gruppo di agricoltori provenienti dall'Umbria ha raggiunto il Brennero. La loro protesta mira a tutelare il settore agroalimentare nazionale. Questa filiera rappresenta un pilastro strategico per l'economia del Paese. Il suo valore complessivo ammonta a ben 707 miliardi di euro.
La mobilitazione è stata promossa dalla Coldiretti. L'organizzazione agricola ha evidenziato come il settore sia un presidio fondamentale. Esso garantisce occupazione e stabilità economica sui territori. Tuttavia, non può più tollerare distorsioni di mercato.
Revisione del codice doganale per tutelare le imprese
La principale richiesta degli agricoltori riguarda la modifica di una norma specifica. Si tratta della regola sull'ultima trasformazione sostanziale, inserita nell'attuale codice doganale. Secondo la Coldiretti, questa norma consente di etichettare come italiani prodotti che non lo sono realmente. Una situazione che penalizza il lavoro agricolo locale.
La revisione di questa normativa potrebbe portare benefici economici significativi. Si stima un recupero di almeno 20 miliardi di euro. Questi fondi potrebbero aiutare a mitigare l'impatto dei rincari sui costi di produzione. Inoltre, contribuirebbero a contrastare l'aumento dei prezzi al consumo.
La guerra in Iran ha causato un'impennata dei costi. Energia, gasolio e concimi sono diventati proibitivi. L'approvvigionamento è diventato complicato. Questo mette a rischio le semine e la produzione alimentare nazionale. Si teme anche un aumento di alimenti ultra-trasformati.
Lotta alle agromafie e difesa del Made in Italy
La partecipazione al Brennero è anche un'occasione per rilanciare un importante risultato. È stata approvata una legge sui reati agroalimentari. Questa normativa, ispirata alla Legge Caselli, è frutto di oltre dieci anni di impegno. Essa rafforza la lotta alle agromafie.
Garantire maggiore chiarezza lungo tutta la filiera è fondamentale. Il cibo è considerato una componente strategica per la sicurezza nazionale. L'origine dei prodotti incide direttamente sulla sovranità economica del Paese. Difendere il Made in Italy significa proteggere il lavoro delle imprese agricole.
Le imprese agricole sono sempre più multifunzionali. La tutela del loro lavoro è essenziale per il futuro dei territori. La revisione della normativa sull'ultima trasformazione sostanziale è vista come la madre di tutte le battaglie sindacali.
Contratti di filiera e stabilità per le imprese agricole
Oltre alla revisione del codice doganale, si chiede di rafforzare strumenti come i contratti di filiera. Questi accordi rappresentano una risposta concreta. Mirano a garantire equità lungo tutta la catena del valore. Offrono stabilità alle imprese agricole.
Inoltre, promuovono un rapporto più equilibrato con il mondo della trasformazione. La trasparenza in etichetta sull'origine degli alimenti è un obiettivo primario. Questo meccanismo attuale altera profondamente la trasparenza del mercato. Indebolisce il sistema produttivo e inganna i consumatori.
La mobilitazione al Brennero ha visto la partecipazione di diecimila agricoltori da tutta Italia. Erano presenti anche i vertici nazionali della Coldiretti, tra cui il presidente Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo. La protesta sottolinea la necessità di riforme per garantire un futuro sostenibile all'agricoltura italiana.
La situazione attuale, aggravata dai conflitti internazionali, rende queste rivendicazioni ancora più urgenti. L'ingresso di prodotti esteri presentati come italiani, senza esserlo, rischia di mettere in crisi la produzione nazionale di cibo sano e di qualità. Favorisce, al contempo, la diffusione di alimenti ultra-formulati.
Le parole del presidente di Coldiretti Umbria, Albano Agabiti, evidenziano l'importanza della filiera agroalimentare. Il direttore Mario Rossi sottolinea come la revisione normativa sia cruciale per la difesa del lavoro agricolo. La presidente di Coldiretti Terni, Dominga Cotarella, lega la protesta alla lotta alle agromafie. Infine, Anna Chiacchierini, presidente di Coldiretti Perugia, ribadisce l'impatto dei costi di produzione e delle importazioni.