In Abruzzo è stata approvata una nuova legge che permette a cacciatori e tartufai di utilizzare strade e piste montane. La norma modifica una precedente disposizione che limitava l'accesso a tali aree. Critiche sono arrivate da associazioni ambientaliste.
Nuove regole per l'accesso alle strade montane
Il Consiglio regionale dell'Abruzzo ha introdotto significative modifiche alle normative riguardanti le attività di caccia e raccolta dei tartufi. La nuova legge, intitolata «Disposizioni in materia di agricoltura sociale», interviene anche su questi specifici settori. L'obiettivo è regolamentare l'uso del patrimonio forestale.
L'articolo 33, comma 12, della legge approvata apre la possibilità di utilizzare strade e piste montane. Questo accesso è riservato ai cacciatori in regola con i pagamenti delle tasse di concessione e delle quote di iscrizione agli ATC. Sono inclusi anche i raccoglitori di tartufo. Questi ultimi devono aver pagato la tassa di concessione annuale e possedere il tesserino di idoneità. L'utilizzo è consentito solo nei periodi stabiliti dai calendari venatorio e di raccolta.
Modifiche alla legge regionale del 2014
La normativa attuale va a modificare una precedente Legge Regionale del 2014. Quest'ultima disciplinava l'utilizzo del patrimonio e delle risorse forestali in Abruzzo. L'articolo 45 della legge del 2014 prevedeva la chiusura al transito di automezzi per strade e piste di accesso a boschi e pascoli montani.
Erano ammessi solo veicoli per pronto soccorso, vigilanza e antincendio. Consentito l'accesso anche per esigenze di studio, ricerca e lavori forestali o agricoli. Permesso l'uso ai proprietari o possessori per motivi di lavoro o accesso ai propri fondi. Inclusi il trasporto e il transito del bestiame.
Critiche dalla Stazione Ornitologica Abruzzese
La Stazione Ornitologica Abruzzese ha espresso un netto dissenso riguardo a questa modifica normativa. L'associazione ha evidenziato quelle che considera contraddizioni nella decisione del Consiglio regionale. La loro posizione è stata resa nota attraverso una dichiarazione ufficiale.
«Da oggi», scrivono i rappresentanti dell'ente di tutela del territorio, «l'escursionista, anche se disabile o anziano, il raccoglitore di funghi e di altre essenze spontanee o il bird watcher deve andare a piedi anche su piste e strade montane. Cacciatori e tartufari no.» Hanno aggiunto che «è evidente a chiunque che il Consiglio Regionale abruzzese ha particolarmente a cuore solo alcune categorie».
Implicazioni per l'accesso alle aree montane
La nuova disposizione crea una disparità di trattamento tra diverse categorie di frequentatori delle aree montane. Mentre cacciatori e tartufai ottengono un accesso facilitato, altri utenti come escursionisti, raccoglitori di erbe spontanee e appassionati di birdwatching sono ancora soggetti a restrizioni. Questo solleva interrogativi sulla gestione equa delle risorse naturali.
La Stazione Ornitologica Abruzzese sottolinea come questa scelta possa penalizzare ulteriormente chi fruisce della montagna per scopi ricreativi o di studio. La loro preoccupazione riguarda la tutela dell'ambiente e la fruibilità delle aree naturali per tutti i cittadini. Si attende una risposta da parte delle istituzioni regionali.
Domande frequenti sull'accesso alle strade montane in Abruzzo
Chi può accedere alle strade montane in Abruzzo secondo la nuova legge?
Secondo la nuova legge approvata dal Consiglio regionale dell'Abruzzo, possono accedere alle strade e piste montane i cacciatori in regola con i pagamenti previsti e i raccoglitori di tartufo in possesso dei requisiti richiesti. L'accesso è consentito solo nei periodi stabiliti dai calendari specifici.
Quali erano le restrizioni precedenti all'uso delle strade montane?
Prima della modifica, una legge del 2014 prevedeva la chiusura della maggior parte delle strade e piste montane al transito di automezzi. Erano ammessi solo veicoli per servizi essenziali, lavori agricoli e forestali, o per l'accesso ai fondi privati.