La qualità delle acque nei laghi della Sila calabrese risulta conforme ai limiti di legge. Legambiente, tramite la campagna 'Goletta dei Laghi', ha monitorato i bacini, ma sottolinea la necessità di una gestione più strutturale e di un maggiore coinvolgimento delle istituzioni locali per garantire la tutela a lungo termine.
Qualità delle acque nei laghi silani promossa
I valori riscontrati nei laghi Arvo, Cecita, Ampollino, del Passante e Ariamacina rispettano le normative vigenti. Questo è quanto emerso dal recente monitoraggio condotto nell'ambito della campagna nazionale 'Goletta dei Laghi'. L'iniziativa, giunta alla sua dodicesima tappa in Calabria, ha esaminato i parametri microbiologici e chimico-fisici delle acque.
I risultati positivi confermano uno stato di salute accettabile per questi importanti bacini idrici situati sull'altopiano della Sila. La valutazione ha riguardato diversi indicatori chiave per la qualità dell'acqua. Le analisi sono state effettuate con attenzione per garantire l'affidabilità dei dati raccolti.
Proposte per la salvaguardia dei bacini lacustri
Contestualmente alla presentazione dei dati, Legambiente ha reso pubblico il dossier «Laghi Silani 2026». Questo documento contiene dieci proposte concrete volte alla salvaguardia dei laghi. L'associazione pone l'accento sull'urgenza di una visione strategica per la gestione di queste risorse naturali.
Viene inoltre richiesto un maggiore protagonismo da parte delle istituzioni locali. Tra queste, il Parco nazionale della Sila e i Comuni rivieraschi sono chiamati a svolgere un ruolo più attivo. La collaborazione tra enti è fondamentale per un futuro sostenibile dei laghi.
Il report evidenzia una carenza di dati aggiornati a livello regionale sulla qualità delle acque superficiali. Si sollecita il completamento dell'adeguamento dei sistemi di depurazione. Particolare attenzione è rivolta ai comprensori turistici di Lorica, Trepidò e all'area del Lago Cecita. Queste zone richiedono interventi prioritari.
Priorità per la tutela ambientale e lo sviluppo
Tra le altre priorità indicate nel dossier figurano la regolamentazione degli usi idroelettrici e irrigui. È essenziale garantire un equilibrio tra le esigenze produttive e la tutela ambientale. La salvaguardia della biodiversità lacustre rappresenta un altro punto cruciale. Si chiede un contrasto deciso all'abusivismo edilizio nelle aree circostanti i laghi.
Inoltre, si auspica l'avvio di un percorso per valutare la balneabilità dei bacini. Questo permetterebbe di valorizzare ulteriormente le potenzialità turistiche e ricreative dei laghi. La gestione sostenibile è la chiave per preservare questi ambienti unici.
Appello per una gestione più incisiva
«I risultati positivi dei monitoraggi non devono far abbassare l'attenzione sulle pressioni che continuano a interessare questi bacini», ha dichiarato Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette di Legambiente. La qualità delle acque necessita di una tutela costante nel tempo. Questo richiede una gestione strutturale della depurazione e un monitoraggio continuo.
Nicoletti ha sottolineato la mancanza di dati completi e la frammentazione della conoscenza sulla biodiversità lacustre. Soprattutto, critica la scarsa iniziativa del Parco nazionale della Sila. L'ente, secondo l'associazione, non è stato in grado di esercitare un'azione di indirizzo, sorveglianza e tutela efficace. L'obiettivo è garantire l'integrità dei luoghi e promuovere uno sviluppo locale sostenibile.
Il responsabile di Legambiente ha inoltre richiesto maggiore chiarezza sul rispetto delle normative. Queste riguardano le attività motorizzate e le concessioni sui bacini lacustri. Una maggiore trasparenza e un controllo rigoroso sono indispensabili per una gestione responsabile.
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