La riapertura degli impianti sciistici di Prati di Tivo è strettamente legata alla scadenza del mandato di Camillo D'Angelo come presidente della Provincia di Teramo. Marco Finori esprime la sua frustrazione per la situazione attuale, sottolineando come la sua società sia l'unica interessata all'acquisto e alla gestione degli impianti.
La controversia sulla gestione degli impianti
La situazione degli impianti sciistici di Prati di Tivo rimane un punto dolente per la comunità locale e per gli appassionati della montagna. Marco Finori, figura chiave nel settore, ha espresso con chiarezza la sua posizione riguardo alla riapertura delle strutture. Secondo Finori, la ripresa delle attività dipenderà direttamente dalla conclusione del mandato di Camillo D'Angelo, attuale presidente della Provincia di Teramo. Questa dichiarazione segna un punto fermo nella lunga diatriba che ha visto gli impianti rimanere fermi per un periodo prolungato.
Finori ha evidenziato come la montagna, in particolare il Gran Sasso, sia un patrimonio di inestimabile valore, capace di attrarre visitatori anche in periodi come la Pasqua. Ha lamentato il mancato ripristino di strutture come gli o'bellx, che secondo accordi preliminari avrebbero dovuto essere sistemati. La Regione Abruzzo, a suo dire, dovrebbe esercitare una maggiore vigilanza su tali promesse non mantenute.
La data di scadenza del mandato di D'Angelo è fissata tra circa dieci mesi. Tuttavia, circolano voci su una possibile candidatura per un secondo mandato. Questo scenario potrebbe ulteriormente posticipare la riapertura degli impianti, creando ulteriore incertezza. La normativa attuale, sebbene modificata per consentire la ricandidatura di amministratori provinciali con un residuo di mandato sindacale inferiore a 18 mesi, lascia aperte diverse interpretazioni e potenziali conflitti.
La visione di Finori per Prati di Tivo
Marco Finori ha ribadito la sua ferma convinzione che la sua società, la Marco Finori, sia l'unica entità realmente interessata e titolata ad acquisire e gestire gli impianti di Prati di Tivo. Ha sottolineato come la sua azienda sia stata l'unica a presentarsi ufficialmente, a versare la cauzione necessaria e a convocare la Gst (Gestione Servizi Turistici), un passo fondamentale nel processo di acquisizione. Finori si è detto pronto a intraprendere tutte le azioni legali necessarie per far valere i propri diritti e portare a termine l'operazione.
La sua determinazione è evidente nelle sue parole: «Non c'è giudice che potrà dire il contrario». Questa affermazione denota una profonda sicurezza nelle proprie ragioni e nella solidità della sua proposta. La sua visione per Prati di Tivo è quella di un rilancio concreto, basato su investimenti e una gestione efficiente, in contrasto con l'attuale stato di inattività.
Finori ha anche fatto riferimento a un precedente, la riapertura degli impianti di Cortina d'Ampezzo, un progetto di grande portata che ha portato a termine con successo. Ha ironicamente ringraziato D'Angelo per averlo indirettamente spinto a vincere numerosi altri appalti e a completare il lavoro a Cortina. Questo successo contrasta nettamente con la situazione di stallo a Prati di Tivo, nonostante la presenza di condizioni naturali favorevoli come la neve.
Il contesto politico e le prospettive future
La situazione a Prati di Tivo si inserisce in un contesto politico più ampio, che coinvolge la Provincia di Teramo e la Regione Abruzzo. Marco Finori ha identificato nel sindaco di una località montana, che ha anche un'altra località chiusa (Monte Piselli) a causa della mancata manutenzione, la causa principale dei problemi della montagna. Questa critica è estesa anche alla chiusura di Prati di Tivo, evidenziando una presunta incapacità di gestione da parte delle autorità competenti.
Le prospettive per il futuro politico di Camillo D'Angelo sono incerte. La possibilità di un secondo mandato come presidente della Provincia di Teramo è legata a interpretazioni normative e a dinamiche politiche interne. La politica in provincia sembra essere caratterizzata da divisioni e dalla ricerca di spaccature, piuttosto che da una convergenza di intenti. Questo scenario rende ancora più complessa la risoluzione delle problematiche legate alle infrastrutture turistiche montane.
Finori ha delineato due possibili strade per il futuro: da un lato, la ricerca di voti e consenso a livello regionale, dall'altro, la necessità di una politica provinciale più coesa e orientata alla collaborazione. La sua dichiarazione finale, «Gli impianti hanno una scadenza magnifica, è partito il conto alla rovescia», suggerisce un ottimismo cauto, legato alla certezza che la situazione attuale non possa durare all'infinito. La riapertura degli impianti è vista come un obiettivo raggiungibile, ma solo attraverso un cambiamento nella leadership e nella gestione politica.
La vicenda di Prati di Tivo rappresenta un caso emblematico delle sfide che le aree montane devono affrontare. La necessità di investimenti, una gestione efficace e una visione politica chiara sono elementi fondamentali per garantire la sopravvivenza e lo sviluppo di queste realtà. La battaglia di Marco Finori per riaprire gli impianti si configura come una lotta per il futuro di una delle perle dell'Abruzzo, un futuro che sembra dipendere da decisioni politiche ancora da prendere e da cambiamenti attesi da tempo.
La data del 1° dicembre 2026, fissata per la sentenza d'appello, rappresenta un altro snodo cruciale in questa vicenda. Le decisioni legali potrebbero influenzare ulteriormente le dinamiche in gioco. Nel frattempo, la comunità locale attende con speranza e impazienza una svolta che possa riportare vita e attività sulla montagna, valorizzando il suo potenziale turistico e paesaggistico. La speranza è che, una volta risolte le questioni legate alla presidenza provinciale, si possa finalmente procedere con la riapertura degli impianti, a beneficio dell'economia locale e dell'attrattività turistica della regione.
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