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Quattro studenti diciottenni sono stati denunciati a Crotone per aver esploso 22 colpi con pistole a salve davanti a un istituto scolastico. Le armi, fedeli riproduzioni, hanno seminato il panico. Le indagini proseguono per chiarire le motivazioni.

Spari davanti al liceo Filolao

Un grave episodio si è verificato nella zona degli istituti superiori di Crotone. Quattro giovani, appena maggiorenni, hanno fatto irruzione in via Acquabona. Hanno raggiunto l'area antistante il liceo scientifico Filolao e l'istituto Lucifero. A bordo di un'auto di grossa cilindrata, hanno esploso numerosi colpi d'arma da fuoco in aria. L'azione, avvenuta nella tarda mattinata del 30 marzo, ha destato profonda preoccupazione tra gli studenti e i passanti.

I quattro ragazzi, tutti residenti a Rocca di Neto, frequentano istituti scolastici diversi. La loro condotta è stata descritta come una 'bravata' per celebrare i 100 giorni alla maturità. Tuttavia, la gravità e la pericolosità dell'atto sono innegabili. Le armi utilizzate, sebbene poi rivelatesi riproduzioni, hanno creato un clima di terrore. Le autorità hanno subito attivato un piano di emergenza.

Intervento rapido della Polizia di Stato

La segnalazione alla Questura di Crotone ha innescato un'immediata risposta. La Sala Operativa ha coordinato un'operazione di sicurezza massiccia. Gli agenti della Squadra Mobile e della Squadra Volante hanno circondato l'area. L'obiettivo era garantire la sicurezza di tutti i presenti. Si temeva potesse trattarsi di emulazione di violenze scolastiche o di un'intimidazione legata allo spaccio di droga.

Parallelamente, la Polizia Stradale ha monitorato la Strada Statale 106. Sono state bloccate le principali vie di accesso e uscita dalla città. Questo ha permesso di circoscrivere il raggio d'azione dei fuggitivi. L'intervento si è concluso con l'intercettazione di una BMW X4. A bordo del veicolo viaggiavano i quattro giovani.

Armi a salve, ma fedeli riproduzioni

La perquisizione del veicolo ha rivelato la natura delle armi. I quattro diciottenni erano in possesso di pistole a salve. Si trattava però di riproduzioni estremamente realistiche. La loro somiglianza con armi vere avrebbe potuto ingenerare confusione e panico. All'interno di un borsello, gli agenti hanno rinvenuto una pistola a salve marca Bruni Mod. 92 cal. 8mm. Era presente un caricatore con 4 proiettili. Altri 4 proiettili inesplosi sono stati trovati addosso a due dei ragazzi.

Ulteriori controlli nel bagagliaio dell'auto hanno portato al recupero di altre due pistole a salve. Una era dotata di caricatore da 4 colpi, l'altra da 5. A seguito di questi ritrovamenti, i quattro studenti sono stati denunciati. Le accuse includono il reato di accensioni ed esplosioni pericolose. Le indagini, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Crotone, Domenico Guarascio, mirano a chiarire le motivazioni dietro questo gesto.

Il commento del Questore Panvino

Il Questore della Provincia di Crotone, Renato Panvino, ha espresso forte preoccupazione per l'accaduto. Ha definito l'episodio «un fatto di una gravità inaudita, senza giustificazione alcuna». Il Questore ha sottolineato come la situazione avrebbe potuto degenerare in conseguenze terribili. «Servono provvedimenti seri per far comprendere la gravità del gesto», ha dichiarato Panvino.

Il Questore ha inoltre elogiato il lavoro della Polizia di Stato. Ha lodato la «freddezza e l’attenzione» dimostrate dagli agenti. Ha evidenziato la loro capacità di mantenere il controllo in uno scenario ad alta tensione. L'operazione è stata un esempio di professionalità e dedizione.

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