Riva del Garda capitale dell'ospitalità
Riva del Garda si prepara ad accogliere i migliori professionisti italiani del servizio di sala. La città ospiterà la finale nazionale del concorso «Maître dell’Anno 2026».
L'evento si svolgerà il 28 e 29 ottobre presso il Grand Hotel Liberty. Due giorni saranno dedicati all'eccellenza nell'ospitalità e nella ristorazione. I finalisti, provenienti da tutta Italia, si sfideranno in prove teoriche e pratiche.
Valorizzare le professioni dell'accoglienza
Il concorso è promosso da AMIRA, l'Associazione Maîtres Italiani Ristoranti e Alberghi. L'iniziativa mira a rilanciare il valore delle professioni dell'accoglienza. Si vuole sottolineare la necessità di renderle più attrattive per le nuove generazioni.
L'evento coinvolge anche l'Associazione Ristoratori Trentini FIPE e UNAT, nell'ambito di Confcommercio Trentino. L'obiettivo è richiamare l'attenzione sul ruolo cruciale del personale di sala.
Il maître è una figura centrale nell'esperienza gastronomica. È un professionista che coordina il servizio e gestisce la brigata di sala. La sua competenza è fondamentale per la qualità dell'offerta ristorativa e alberghiera.
Il ruolo del Maître
Il maître non è solo un coordinatore. È un punto di riferimento per il cliente. Possiede competenze tecniche, conoscenza enogastronomica e spiccate capacità di accoglienza. Questa professionalità complessa contribuisce all'identità e alla reputazione dell'impresa.
Valorizzare questa professione significa anche renderla più conosciuta ai giovani. Bisogna mostrare le opportunità di formazione e crescita nel settore. Le imprese della ristorazione faticano a trovare personale qualificato.
Promuovere la cultura del servizio è una priorità. Questo aiuterà a far entrare nuove generazioni nel settore. Si garantirà così la continuità delle competenze della tradizione italiana dell'accoglienza.
Le dichiarazioni degli organizzatori
«I migliori maîtres e camerieri al mondo sono italiani. Abbiamo un senso dell’ospitalità innato, e di questo dobbiamo essere orgogliosi», afferma Marco Fontanari, presidente dell’Associazione Ristoratori Trentini FIPE. «Dobbiamo essere capaci di raccontare ai giovani quanto queste professioni possano essere interessanti, qualificate e ricche di prospettive».
«Il maître è una figura centrale nell’organizzazione di un ristorante o di un albergo», aggiunge Fontanari. «Un professionista che unisce capacità gestionali, competenze tecniche e intelligenza relazionale. Far conoscere questa dimensione del lavoro significa contribuire a renderlo più attrattivo».
«Il concorso Maître dell’Anno rappresenta un momento importante per valorizzare una professione che richiede preparazione, esperienza e un costante aggiornamento», osserva Gianni Cassanelli, fiduciario AMIRA per il Trentino-Alto Adige. «La nostra associazione è impegnata da sempre nella formazione e nella crescita professionale della categoria».
«Portare la finale nazionale in Trentino significa offrire visibilità a queste competenze», conclude Cassanelli. «E contribuire a rafforzare il riconoscimento di una professione fondamentale per l’intero comparto turistico e ricettivo».
Le prove del concorso
Le sfide si svolgeranno interamente al Grand Hotel Liberty. I finalisti dovranno dimostrare la loro preparazione attraverso un programma di valutazione. Questo include colloqui in due lingue straniere (inglese, francese o tedesco).
Sono previsti test di cultura professionale, prove pratiche di servizio, degustazioni alla cieca e analisi enologiche. Non mancheranno prove tecniche a sorpresa.
Una prova particolarmente attesa sarà la preparazione flambé alla lampada. Sarà accompagnata dall’abbinamento cibo-vino. Questa richiede precisione tecnica, padronanza degli strumenti e competenza gastronomica.
La giuria e il premio
A valutare i concorrenti sarà una giuria di esperti. Sarà composta da professionisti del settore. Tra questi, un gran maestro AMIRA, un sommelier, uno chef della Federazione Italiana Cuochi, un giornalista specializzato e un rappresentante dell’Associazione Ristoratori Trentini FIPE.
Il vincitore riceverà il trofeo AMIRA e il titolo di «Maître dell’Anno 2026». Il riconoscimento premia l’eccellenza professionale e la capacità di interpretare l’arte del servizio e dell’accoglienza.
L'iniziativa mira a focalizzare l'attenzione su un tema centrale per il futuro del settore. Investire nelle competenze, rendere attrattive le professioni e valorizzare il lavoro di sala significa investire nella qualità complessiva dell'accoglienza.