Cronaca

Basilicata: Maxi risarcimento per errore diagnostico sanitario

18 marzo 2026, 12:51 5 min di lettura
Basilicata: Maxi risarcimento per errore diagnostico sanitario Immagine generata con AI Rionero in vulture
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Due importanti strutture sanitarie lucane, l'Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza e il CROB di Rionero, sono state condannate a un considerevole risarcimento. La sentenza riguarda un grave errore diagnostico che ha compromesso la salute di una paziente.

San Carlo e CROB condannati per grave errore diagnostico

Il Tribunale di Potenza ha emesso una sentenza significativa il 17 febbraio 2026. L'Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza e l'IRCCS-CROB di Rionero sono stati riconosciuti colpevoli. La condanna riguarda un ritardo diagnostico che si è protratto per oltre cinque anni. La paziente riceverà un risarcimento di oltre 283.000 euro.

La vicenda legale trae origine da una mancata diagnosi. Si trattava di una recidiva di meningioma, un tumore cerebrale. La paziente era già stata operata in passato per questa patologia. Il periodo di riferimento per le negligenze va dal 2011 al 2016.

Durante questi anni, la donna si è sottoposta a numerosi esami. Le risonanze magnetiche sono state eseguite presso entrambe le strutture sanitarie coinvolte. I referti, tuttavia, non hanno mai segnalato la presenza di recidive tumorali. Questo ha creato un falso senso di sicurezza per la paziente.

Ritardo diagnostico: conseguenze devastanti per la paziente

La verità è emersa solo nel 2016. Un esame effettuato in una struttura diversa ha finalmente individuato la formazione tumorale. Purtroppo, nel frattempo, il meningioma era cresciuto in modo considerevole. La sua estensione lo ha reso inoperabile.

Le conseguenze per la paziente sono state drammatiche e permanenti. Ha subito la perdita totale del gusto e dell'olfatto. La sua vista e il suo udito sono stati significativamente compromessi. Questi danni hanno inciso profondamente sulla sua qualità di vita.

La sentenza del Tribunale di Potenza ha accolto integralmente le argomentazioni della paziente. È stata riconosciuta la responsabilità contrattuale delle due strutture sanitarie. Questa responsabilità deriva dall'operato dei medici che hanno avuto in cura la donna.

Perizia tecnica conferma imperizia, negligenza e imprudenza

Il Giudice si è basato anche sulle conclusioni di una consulenza tecnica d'ufficio. Questa perizia era stata espletata prima dell'avvio del giudizio vero e proprio. Le conclusioni hanno accertato l'operato dei radiologi. Le loro azioni sono state definite caratterizzate da “imperizia, negligenza e imprudenza”.

Secondo il Tribunale, una corretta interpretazione degli esami era possibile già dal 2011. Una diagnosi tempestiva avrebbe permesso di individuare la recidiva tumorale. Questo avrebbe consentito di intraprendere le cure più appropriate.

La resezione chirurgica, ad esempio, sarebbe stata una delle opzioni. Tali misure terapeutiche avrebbero potuto evitare, o almeno limitare, le conseguenze negative subite dalla paziente. Il ritardo ha trasformato una potenziale cura in un danno irreversibile.

Avvocato Trofa: «Principio cruciale riaffermato»

L'avvocato Luciano Trofa, che ha assistito la paziente, ha commentato la sentenza con soddisfazione. «Questa sentenza è un importante riconoscimento per la nostra assistita», ha dichiarato. Ha sottolineato come la paziente abbia subito per anni le conseguenze di un errore evitabile. L'avvocato ha evidenziato il principio fondamentale affermato dal Tribunale.

«La diligenza nell’attività diagnostica è un obbligo inderogabile», ha spiegato il legale. L'omissione di questa diligenza priva il paziente di preziose opportunità terapeutiche. Questo configura una grave responsabilità. Tale responsabilità deve essere integralmente risarcita.

L'avvocato Trofa ha ribadito l'importanza della sentenza. Essa riafferma la necessità di un'alta professionalità in ambito sanitario. La mancata diagnosi precoce può avere conseguenze devastanti sulla vita delle persone.

Il maxi risarcimento e le spese legali

Il Tribunale ha stabilito la condanna in solido delle due strutture sanitarie. Dovranno pagare congiuntamente la somma di 283.236,00 euro. Questo importo è stato quantificato a titolo di “danno iatrogeno differenziale”. Tale voce di danno copre il peggioramento delle condizioni di salute direttamente attribuibile all'errore medico.

Oltre a questa somma, sono stati riconosciuti gli interessi legali. È prevista anche la rivalutazione monetaria per compensare l'inflazione nel tempo. La decisione del Tribunale ha inoltre posto a carico delle strutture sanitarie tutte le spese legali.

Queste spese comprendono sia il giudizio in corso sia la precedente fase di accertamento tecnico preventivo. La sentenza rappresenta un duro colpo economico per l'Azienda Ospedaliera San Carlo e il CROB. Sottolinea l'importanza della corretta gestione dei percorsi diagnostici.

Contesto sanitario lucano: sfide e responsabilità

La sanità in Basilicata è spesso al centro di dibattiti. Le strutture sanitarie regionali, come il San Carlo di Potenza e il CROB di Rionero, svolgono un ruolo cruciale. Tuttavia, casi come questo evidenziano le criticità esistenti. La qualità delle diagnosi e la tempestività delle cure sono fondamentali.

Il sistema sanitario regionale deve garantire standard elevati. La formazione continua del personale medico è essenziale. L'aggiornamento sulle più recenti tecniche diagnostiche e terapeutiche è un dovere. L'uso di tecnologie avanzate può supportare il lavoro dei professionisti.

Le sentenze di risarcimento per errori medici hanno un duplice effetto. Da un lato, offrono un ristoro economico alle vittime. Dall'altro, fungono da monito per le istituzioni sanitarie. Devono implementare protocolli più rigorosi per prevenire simili eventi.

La vicenda della paziente affetta da meningioma è un esempio emblematico. La sua battaglia legale è durata anni. Il risultato ottenuto ora pone l'accento sulla necessità di un'attenzione costante. La salute dei cittadini deve essere la priorità assoluta. Le istituzioni sono chiamate a rispondere di eventuali negligenze.

Il Tribunale di Potenza, con questa sentenza, ha riaffermato la centralità del paziente. La sua tutela è garantita dalla legge. Gli errori che compromettono la salute devono essere riconosciuti e sanzionati. Questo caso specifico sottolinea l'importanza della vigilanza continua sui percorsi diagnostici. La prevenzione di errori simili è un obiettivo primario per la sanità pubblica.

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