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Concessionari di stabilimenti balneari con strutture fisse in muratura temono di perdere tutti gli investimenti a causa delle nuove gare previste dalla normativa europea. L'avvocato Ravenna denuncia la mancanza di tutele e di dialogo con il Ministero.

Investimenti a rischio per stabilimenti balneari

Centinaia di migliaia di euro investiti in passato per la ristrutturazione e la manutenzione di stabilimenti balneari in muratura rischiano di essere persi. Anche le imposte come l'Imu pagate nel tempo potrebbero non portare alcun beneficio. Questo è l'allarme lanciato dal Coordinamento concessionari demaniali pertinenziali italiani. L'avvocato Bartolo Ravenna evidenzia la totale assenza di tutele per questa categoria. Inoltre, lamenta la mancata inclusione dei concessionari nel processo decisionale riguardante il bando-tipo. Questo documento normerà le future gare per l'assegnazione delle concessioni balneari.

Il Ministero dei Trasporti sta attualmente lavorando alla definizione di questo bando. La normativa europea Bolkestein impone l'introduzione di procedure competitive. Queste procedure mirano a garantire la libera concorrenza nel settore delle concessioni balneari. La preoccupazione principale riguarda le conseguenze di tali gare per le strutture fisse.

La distinzione tra pertinenze e strutture in muratura

La questione sollevata dall'avvocato Ravenna riguarda specificamente i concessionari definiti "pertinenziali". Questi gestiscono stabilimenti balneari dotati di fabbricati fissi e permanenti. La normativa Bolkestein, con l'introduzione delle gare, sembra destinata a far decadere una distinzione storica nel settore. Per anni, si è differenziato tra concessionari di pertinenze demaniali e coloro che hanno costruito in muratura. I primi gestivano edifici già acquisiti dallo Stato. I secondi, invece, vedranno i loro edifici acquisiti dallo Stato senza alcun compenso al termine della concessione.

Alla cessazione della concessione, le opere non amovibili passeranno automaticamente allo Stato. Questo avverrà senza alcun tipo di indennizzo per i concessionari. Di conseguenza, il numero totale di imprese interessate a livello nazionale è stimato intorno alle 7.740 unità. Queste rappresentano la platea dei concessionari pertinenziali.

Dati e disparità di trattamento in Emilia-Romagna

L'avvocato Ravenna sottolinea come la categoria non sia più marginale. Utilizzando dati elaborati dal portale 'Coste360', vengono forniti numeri precisi. In Emilia-Romagna, le strutture in muratura in concessione ammontano a 593. Di queste, 41 sono già state incamerate dallo Stato. Nella sola Provincia di Rimini, il numero di strutture in muratura in concessione è di 160. Di queste, 11 sono già state acquisite dallo Stato.

La disparità di trattamento rispetto alla gestione di aree libere appare evidente. Chi gestisce un'area libera può facilmente rimuovere o cedere al subentrante ombrelloni e lettini. Al contrario, chi possiede un edificio in muratura non può recuperare alcun bene. L'immobile, con tetto rifatto, strutture consolidate, impianti rinnovati e riparazioni per danni da mareggiate, viene lasciato allo Stato o al nuovo concessionario. Tutto ciò avviene senza alcun compenso per l'investimento iniziale.

La richiesta di tutele e coinvolgimento

Il Coordinamento concessionari demaniali pertinenziali italiani chiede con forza tutele concrete. Sollecita inoltre un maggiore coinvolgimento nel processo di definizione delle nuove regole. La paura è che le future gare, pur nel rispetto della normativa europea, possano penalizzare ingiustamente chi ha investito nel consolidamento delle strutture balneari. La mancanza di un indennizzo equo per le opere in muratura rappresenta un grave rischio economico. Questo potrebbe portare alla chiusura di molte attività storiche.

La normativa Bolkestein mira a garantire la concorrenza e a evitare rendite di posizione. Tuttavia, l'applicazione di queste direttive deve tenere conto degli investimenti effettuati dai concessionari. La questione degli indennizzi per le strutture fisse è cruciale. Senza una soluzione adeguata, si rischia di creare una forte disparità. Si penalizzerebbero coloro che hanno contribuito a migliorare il patrimonio demaniale con investimenti significativi.

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