Quattro persone sono state arrestate a Sassofeltrio per traffico di cocaina. L'indagine è partita dalla morte per overdose di un uomo e ha rivelato come una concessionaria d'auto fosse utilizzata come base per lo spaccio.
Indagine su traffico di cocaina a Sassofeltrio
Le forze dell'ordine hanno eseguito quattro misure cautelari. Queste sono state emesse nelle province di Pesaro Urbino e Rimini. L'operazione è il risultato di un'indagine su un presunto traffico di cocaina. L'attività illecita si sarebbe sviluppata attorno a una concessionaria d'auto situata a Sassofeltrio.
Le indagini hanno collegato lo spaccio anche alla morte per overdose di un uomo di 40 anni. La vittima risiedeva a Lunano, in provincia di Pesaro Urbino. L'operazione è stata condotta all'alba dai carabinieri di Urbino.
Accuse: spaccio, morte e estorsione
I quattro soggetti coinvolti affrontano diverse accuse. Queste includono detenzione e spaccio continuato di sostanze stupefacenti. Viene contestata anche la morte come conseguenza di altro delitto. Inoltre, è emerso un episodio di tentata estorsione.
L'inchiesta ha preso avvio dopo il decesso per overdose da cocaina di un uomo di 40 anni. L'uomo, residente a Lunano, è stato trovato senza vita nella sua abitazione nel luglio del 2024. Gli investigatori hanno ricostruito che la droga assunta dalla vittima sarebbe stata ceduta poche ore prima da uno degli indagati.
Rete di spaccio e clienti
Da questa scoperta, le autorità sono riuscite a individuare una rete di spaccio ben radicata a Sassofeltrio. I clienti provenivano sia dalla provincia di Pesaro Urbino che da quella di Rimini. Complessivamente, sono stati contestati almeno 200 episodi di spaccio.
Questi episodi sono confluiti in 72 capi d'imputazione. Le attività illecite si sarebbero svolte tra l'agosto del 2024 e l'ottobre del 2025. Le cessioni di cocaina avvenivano principalmente all'interno di una concessionaria d'auto. Questa attività era riconducibile a due degli indagati.
Metodi di spaccio e episodi collegati
La sostanza stupefacente veniva nascosta nei veicoli parcheggiati nel piazzale della concessionaria. Gli acquirenti ricevevano fotografie dell'auto dove potevano recuperare le dosi. Altre consegne avvenivano nei pressi delle abitazioni degli indagati. Le indagini hanno fatto emergere anche un episodio di tentata estorsione.
Questa vicenda riguardava un cliente che aveva accumulato debiti per l'acquisto di cocaina. L'uomo sarebbe stato minacciato per il recupero del denaro. È emerso anche un collegamento con una precedente attività investigativa. Questa riguardava l'incendio doloso di un'auto avvenuto nell'autunno del 2025 a Sassocorvaro Auditore. Gli investigatori ritengono che questo incendio fosse un atto intimidatorio legato a debiti di droga.
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