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Sei persone sono state fermate dai carabinieri a seguito di una violenta rissa avvenuta a San Bonifacio. Lo scontro tra bande rivali, avvenuto a novembre, aveva causato la morte di un uomo di 33 anni.

Maxi rissa a San Bonifacio: sei arresti

Le forze dell'ordine hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare. I provvedimenti riguardano i principali indiziati di una violenta rissa. Lo scontro si è verificato lo scorso novembre. La cittadina veronese è stata teatro di uno scontro tra due fazioni. Erano coinvolti cittadini di origine indiana. La violenza è sfociata in un tragico epilogo. Un uomo ha perso la vita a seguito delle percosse subite.

L'episodio è avvenuto nel parcheggio di un centro commerciale. L'appuntamento era per una vera e propria «resa dei conti». Circa 40 persone si sono affrontate. Alcuni erano armati di spranghe e bastoni. Altri brandivano coltelli e spade. Tra le armi anche katane. La violenza è stata estrema. Un uomo è rimasto ferito da un proiettile. Non era in pericolo di vita.

Un secondo uomo, invece, ha subito un destino ben più tragico. È stato travolto da un'auto. Il veicolo era guidato da un membro della fazione opposta. Successivamente, è stato aggredito brutalmente. Colpi alla testa con spranghe e bastoni. È deceduto il 12 dicembre. Il ricovero all'Ospedale di Borgo Trento è stato inutile.

Indagini complesse e ritrovamento armi

Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Verona. I carabinieri di San Bonifacio hanno lavorato per oltre sei mesi. Hanno ricevuto il supporto del Nucleo Investigativo di Verona. L'autorità giudiziaria ha diretto le operazioni. Sono state identificate oltre 25 persone coinvolte nella rissa. Le misure cautelari sono state eseguite sui responsabili delle violenze più gravi. La complessità delle indagini è stata elevata. Mancavano immagini di videosorveglianza.

Gli investigatori hanno esaminato decine di lettori targhe. Hanno analizzato video privati. Questi ultimi erano stati pubblicati sui social network. Sono state raccolte dichiarazioni di testimoni. Anche i feriti sono stati ascoltati. Tuttavia, sono risultati «sempre particolarmente reticenti», secondo una nota dell'Arma. Si è trattato di un vero e proprio regolamento di conti tra gruppi rivali.

La scelta di San Bonifacio come luogo dell'incontro è stata casuale. Nessuno dei contendenti aveva legami con il territorio veronese. La cittadina era semplicemente un punto di facile raggiungimento per tutti. Le perquisizioni effettuate nei mesi scorsi hanno portato al sequestro di armi bianche. Sono state trovate anche katane e coltelli.

Nuovi scontri sventati, sei arresti

All'alba del 7 maggio, oltre 50 militari sono entrati in azione. Hanno operato in diverse province. Tra queste: Brescia, Cremona, Parma, Lodi, Vicenza e Rimini. Sono stati eseguiti sei provvedimenti restrittivi. Il Gip Livia Magri ha disposto le misure. Sembrava che una nuova rissa tra le bande fosse in preparazione. Gli arrestati sono stati trasferiti in carcere. Le destinazioni sono le case circondariali di Vicenza, Cremona, Parma e Rimini.

Le indagini proseguono per identificare tutti i partecipanti. L'obiettivo è fare piena luce sull'accaduto. La violenza che ha scosso San Bonifacio ha lasciato il segno. Le autorità hanno agito con prontezza per fermare la escalation. La comunità locale aveva espresso preoccupazione. La presenza delle forze dell'ordine è stata rafforzata.

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