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Il popolare acquapark galleggiante BoaBay non tornerà a Rimini nell'estate 2026 dopo dieci anni di attività. La decisione è stata presa dai gestori a causa delle incertezze future e degli ingenti costi di manutenzione.

Fine di un'era per l'acquapark in mare

La riviera romagnola saluta un'icona estiva. Il BoaBay, il grande parco acquatico gonfiabile posizionato in mare, non sarà più presente nelle acque di Rimini a partire dal 2026. Questa decisione segna la fine di un ciclo durato ben dieci estati, durante le quali l'attrazione ha attratto migliaia di visitatori. I gestori, Le Spiagge Rimini, hanno comunicato ufficialmente la chiusura definitiva dell'acquapark dopo la stagione estiva del 2025. I gonfiabili, che hanno animato il litorale per un decennio, rimarranno quindi a riposo nei magazzini. La notizia è stata accolta con rammarico da molti frequentatori abituali.

L'annuncio è arrivato dai diretti interessati, che hanno voluto spiegare le ragioni dietro questa scelta. «Dopo dieci fantastiche stagioni e innumerevoli tuffi, scivolate e momenti condivisi», si legge nella nota ufficiale, «il nostro amato parco acquatico ha chiuso i battenti a settembre 2025. È stata una decisione difficile, ma necessaria. Le tante incertezze riguardo il futuro delle concessioni non ci hanno permesso di pianificare con la serenità necessaria per continuare a investire nella qualità e nelle novità. Non è un addio definitivo, ma un arrivederci».

Le Spiagge Rimini spiega le motivazioni

La cooperativa Le Spiagge Rimini ha fornito ulteriori dettagli sulla decisione di interrompere l'attività del BoaBay. Mauro Vanni, responsabile della Cooperativa bagnini di Rimini Sud e socio de Le Spiagge Rimini, ha chiarito che l'attrazione ha generato grandi soddisfazioni nel corso degli anni. Ogni estate, infatti, si registravano circa 20 mila ingressi. Tuttavia, la struttura necessitava di significativi investimenti per la manutenzione ordinaria e straordinaria. I costi previsti per le riparazioni e la sostituzione di diverse componenti si sono rivelati troppo elevati in questo momento.

La situazione è ulteriormente complicata dall'incertezza legata alle future concessioni balneari, in particolare in vista dell'arrivo dei bandi di gara legati alla direttiva Bolkestein. Questa normativa europea impone una revisione delle concessioni demaniali marittime, creando un clima di instabilità che rende difficile programmare investimenti a lungo termine. Nonostante questi ostacoli, la cooperativa non esclude un ritorno dell'attrazione in futuro. «In vista dei futuri investimenti, per partecipare alle gare, noi saremo in corsa e riproporremo sicuramente questa attrazione», ha affermato Vanni, lasciando aperta la porta a un possibile ritorno del BoaBay dopo aver affrontato le questioni normative e trovato nuove soluzioni.

BoaBay: un simbolo dell'estate riminese

Il BoaBay, posizionato a pochi metri dalla riva, tra gli stabilimenti balneari dal numero 47 al 62, era diventato un vero e proprio simbolo delle estati in Riviera. La sua struttura modulare offriva una vasta gamma di divertimenti acquatici per tutte le età. Tra i moduli più apprezzati c'erano scivoli mozzafiato, tunnel avventurosi, rampe inclinate, piattaforme per salti e tappeti elastici. Un'attrazione di punta era l'imponente iceberg da scalare, che metteva alla prova l'agilità dei più coraggiosi.

Particolare attenzione era dedicata anche ai più piccoli con l'«Area Kids», il Goleador Water Stadium. Questo galleggiante colorato e sicuro era pensato appositamente per i bambini dai 6 anni in su, che potevano accedervi solo se accompagnati da un adulto. Il BoaBay non era solo un luogo di svago, ma anche un centro di aggregazione per giovani e famiglie. Ha offerto a migliaia di turisti l'opportunità di trascorrere giornate all'insegna del divertimento e dell'attività fisica, sfruttando al meglio il sole e il mare dell'Adriatico. La sua assenza lascerà sicuramente un vuoto nell'offerta turistica estiva di Rimini.

Incertezze normative e prospettive future

La decisione di sospendere l'attività del BoaBay è strettamente legata alle incertezze normative che gravano sul settore delle concessioni balneari in Italia. La direttiva europea Bolkestein, recepita in parte dalla legislazione nazionale, impone l'affidamento delle spiagge tramite gare pubbliche. Questo processo, ancora in fase di definizione e attuazione, genera preoccupazione tra gli operatori turistici che hanno investito per anni nella gestione delle loro attività. La prospettiva di dover partecipare a nuove gare per poter continuare a operare, unita ai costi elevati per l'adeguamento delle strutture esistenti, rende difficile la pianificazione a lungo termine.

Per il BoaBay, questo si traduce nella necessità di affrontare ingenti spese per la manutenzione e l'eventuale ammodernamento dei gonfiabili. Senza la certezza di poter continuare a operare negli anni a venire, gli investimenti diventano rischiosi. I gestori hanno scelto di attendere chiarimenti sul futuro delle concessioni prima di impegnarsi in ulteriori spese. Tuttavia, la volontà di riproporre l'attrazione in futuro, qualora le condizioni normative e economiche lo permettano, rimane forte. La partecipazione alle future gare per le concessioni è vista come un'opportunità per rinnovare l'offerta e garantire la continuità di un servizio apprezzato dai turisti. La speranza è che si possa trovare un equilibrio tra le esigenze normative europee e la salvaguardia delle attività turistiche che rappresentano un pilastro dell'economia locale.