Una buca nascosta dalle foglie ha causato una caduta a Rimini, portando a un risarcimento di oltre 19.000 euro per la vittima. Il tribunale ha riconosciuto la responsabilità del Comune.
Caduta in strada: la dinamica dell'incidente
Una profonda buca, celata da un tappeto di foglie bagnate, ha causato una rovinosa caduta. L'insidia stradale, quasi invisibile, ha portato a un contenzioso legale. La sentenza finale ha stabilito un risarcimento di oltre 19.000 euro.
Il Tribunale di Rimini ha emesso una decisione importante. La giudice Serena Bordoni Marostica ha riconosciuto la colpa del Comune di Rimini. L'ente è stato ritenuto responsabile per non aver segnalato il pericolo. La buca non era prevedibile né evitabile con la normale diligenza.
La vicenda giudiziaria e le prove
L'incidente risale al 30 giugno 2023. Una persona è caduta a causa di una cavità stradale. La buca misurava circa 25 centimetri di larghezza e 8 di profondità. Era quasi completamente coperta da foglie cadute dagli alberi.
La pioggia recente aveva fatto aderire le foglie all'asfalto. Questo ha reso l'irregolarità del manto stradale ancora più difficile da individuare. Una testimone oculare ha confermato la dinamica. La donna si trovava a circa un metro di distanza al momento della caduta.
Anche la Polizia locale ha contribuito con la sua relazione. Documenti fotografici allegati mostravano le condizioni della strada. Il cielo nuvoloso e il fondo bagnato complicavano ulteriormente la visibilità del pericolo.
La decisione del giudice e il risarcimento
La giudice Bordoni Marostica ha esaminato attentamente le prove. Ha valutato la documentazione e le testimonianze raccolte. È stato dimostrato il nesso causale tra la buca e le lesioni subite. La consulenza tecnica d'ufficio ha confermato la compatibilità tra la caduta e i danni fisici.
La perizia ha quantificato un'invalidità permanente del 7%. Sono stati inoltre accertati 130 giorni di inabilità temporanea. Il Tribunale ha accolto la richiesta di risarcimento. Il Comune di Rimini è stato condannato a versare oltre 19.000 euro.
La somma comprende 16.700 euro per danni biologici temporanei e permanenti. Altri 2.700 euro sono destinati a coprire le spese mediche sostenute. A questo importo si aggiungono 1.800 euro per le spese legali. Le spese della consulenza tecnica sono state poste a carico della parte soccombente.
La giudice ha precisato che non vanno detratti i circa 9.600 euro già erogati dall'assicurazione sociale. Questi fondi coprivano un tipo di pregiudizio diverso. La sentenza riconosce dunque il pieno diritto al risarcimento per i danni specifici subiti.