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Il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, ha inviato una lettera al Ministero dell'Ambiente. L'oggetto è un progetto per un impianto di accumulo energetico (BESS) da 200 container sulle colline di San Martino in Venti. L'amministrazione comunale ritiene l'intervento eccessivamente impattante sul paesaggio e potenzialmente rischioso per il dissesto idrogeologico.

Progetto Bess: dimensioni e impatto sul paesaggio

Un nuovo impianto per l'accumulo di energia, denominato Bess (Battery Energy Storage Systems), è al centro di un dibattito a Rimini. La proposta prevede l'installazione di circa 200 unità, simili a container, in località San Martino in Venti. Queste strutture, di dimensioni approssimative di 6 metri per 2,5 metri e 3 metri di altezza, occuperebbero un'area considerevole. La loro disposizione in file e gruppi genererebbe un impatto visivo e territoriale significativo.

Il sindaco Jamil Sadegholvaad ha formalmente espresso le sue preoccupazioni al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. La lettera evidenzia come il progetto sia considerato “sovradimensionato” e “troppo impattante” per il contesto in cui dovrebbe sorgere. L'area prescelta è infatti caratterizzata da un'elevata tutela paesaggistica e presenta criticità legate al rischio idrogeologico.

Gli impianti Bess sono fondamentali per la transizione energetica. Funzionano come grandi batterie industriali, immagazzinando l'energia prodotta da fonti rinnovabili durante i periodi di surplus. Successivamente, questa energia viene rilasciata nei momenti di maggiore richiesta, contribuendo a stabilizzare la rete elettrica nazionale. Nonostante il loro ruolo cruciale, la loro realizzazione richiede infrastrutture importanti, come connessioni alla rete ad alta tensione.

L'amministrazione comunale di Rimini sottolinea come la compatibilità di questi impianti con il paesaggio e il territorio sia un aspetto da valutare attentamente. Nel caso specifico del progetto di San Martino in Venti, l'estensione complessiva occupata dai circa 200 container è giudicata di “notevole impatto visivo e territoriale”.

La ricaduta paesaggistica di un progetto di tale portata è considerata “enorme”, specialmente per una zona come quella che circonda il colle di Covignano. Quest'area è riconosciuta per la sua elevata tutela, come sancito dagli strumenti urbanistici comunali e provinciali vigenti. L'inserimento di un impianto industriale di queste dimensioni potrebbe alterare profondamente il carattere e il valore del paesaggio circostante.

Criticità idrogeologiche e preoccupazioni dei cittadini

La lettera inviata dal sindaco Sadegholvaad pone l'accento su un altro aspetto critico: il rischio idrogeologico. Una porzione significativa dei terreni individuati per il progetto rientra nella classificazione di aree soggette a dissesto idrogeologico, secondo il Piano Strutturale Comunale (Psc). Questa condizione potrebbe rendere la realizzazione delle nuove infrastrutture incompatibile con la stabilità del territorio.

Inoltre, la presenza di fenomeni di dissesto attivi potrebbe essere aggravata dalla costruzione dell'impianto Bess. Il Comune teme che l'intervento possa aumentare i rischi esistenti per l'area e per le comunità che vi risiedono. La preoccupazione non riguarda la transizione energetica in sé, ma le modalità con cui vengono proposti certi progetti.

L'assessora all'Ambiente, Anna Montini, ha espresso chiaramente questa posizione. Ha affermato che l'installazione di oltre 200 container in una zona fragile dal punto di vista idrogeologico, con fenomeni di dissesto in corso e di straordinario valore naturalistico, rappresenta un “grave rischio” per il territorio. Questo paesaggio, ha sottolineato, appartiene all'intera comunità e deve essere preservato.

Le perplessità sollevate dall'amministrazione comunale non sono isolate. La lettera del sindaco fa riferimento anche alle “fortissime perplessità” manifestate da residenti, attività commerciali e associazioni del territorio. La comunità locale condivide la preoccupazione per un progetto che potrebbe avere conseguenze negative sia sull'ambiente che sulla qualità della vita.

La procedura di autorizzazione nazionale, presso il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), vede la società proponente, la Rimini S.r.l., con sede a Milano. L'iter autorizzativo è in corso, ma l'intervento del primo cittadino mira a portare all'attenzione del governo centrale le criticità specifiche del contesto riminese. La richiesta è di una valutazione approfondita che tenga conto non solo degli aspetti tecnici ed energetici, ma anche di quelli ambientali, paesaggistici e di sicurezza.

La zona di San Martino in Venti, situata sulle colline di Rimini, è nota per la sua bellezza naturale e il suo valore storico-paesaggistico. La presenza del colle di Covignano, con il suo santuario, rende l'area particolarmente sensibile. L'impatto visivo di un impianto industriale di grandi dimensioni potrebbe compromettere l'integrità di questo patrimonio naturale e culturale.

Il Comune di Rimini, pur riconoscendo l'importanza degli impianti di accumulo energetico per il futuro del paese, chiede che la loro localizzazione avvenga attraverso processi partecipati e con un'attenta valutazione del contesto. La lettera al Ministero è un appello affinché si considerino appieno le specificità del territorio riminese, evitando che progetti “calati dall’alto” possano creare danni irreversibili. La sostenibilità energetica deve andare di pari passo con la tutela ambientale e paesaggistica, garantendo uno sviluppo equilibrato per la comunità.

La questione solleva un interrogativo più ampio sulla pianificazione degli impianti per la transizione energetica in aree sensibili. La necessità di aumentare la capacità di accumulo per supportare le fonti rinnovabili è indubbia, ma la scelta dei siti deve essere frutto di un'analisi rigorosa che bilanci gli obiettivi energetici con la salvaguardia del territorio. L'amministrazione di Rimini intende proseguire il dialogo con il Ministero per trovare soluzioni che concilino le esigenze energetiche con la tutela del proprio patrimonio naturale e paesaggistico.

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