La criminologa Roberta Bruzzone mette in dubbio le prove nel processo per l'omicidio di Pierina Paganelli a Rimini. La sua testimonianza evidenzia presunte anomalie nelle indagini e l'assenza di tracce significative dell'imputato sulla scena del crimine. La sentenza si avvicina.
Nuove ipotesi sulla scena del crimine
Il processo per l'omicidio di Pierina Paganelli a Rimini si avvicina alla conclusione. L'udienza odierna, definita "Dassilva ter", vede la deposizione finale dell'unico imputato, Louis Dassilva. L'uomo, 38 anni, ha confermato la sua data di nascita corretta alla Corte d'Assise. La sua difesa punta a dimostrare la sua estraneità ai fatti.
Dopo la sua testimonianza, è prevista la comparizione di quattro consulenti. Tra questi spicca la criminologa Roberta Bruzzone, nota al pubblico televisivo. La dottoressa Bruzzone è già entrata in contrasto con i legali della famiglia Paganelli in passato. Il suo intervento mira a fornire un quadro alternativo a quello proposto dalla Procura.
L'estraneità di Dassilva al centro del dibattimento
La dottoressa Bruzzone intende illustrare i motivi che la portano a sostenere con fermezza l'innocenza di Louis Dassilva. Particolare attenzione sarà dedicata all'assenza del suo DNA sul corpo della vittima. Verrà inoltre discussa l'attendibilità di alcune testimonianze chiave, come quella di Manuela Bianchi. La criminologa ha dichiarato all'esterno del tribunale: «Oggi affronteremo diversi temi».
«Porteremo all'attenzione della Corte le nostre ricostruzioni», ha aggiunto la Bruzzone. L'obiettivo è fornire «un quadro solido, chiaro e alternativo rispetto a quello della Procura». La criminologa ha sottolineato un punto cruciale: «Sulla scena del delitto però non c’è traccia di Louis Dassilva». Ha poi evidenziato presunte «macroscopiche anomalie» nella gestione della scena. Sono state riscontrate «condotte non adeguate con errori significativi», ha concluso.
Anomalie nelle indagini e consulenze tecniche
Tra gli errori citati dalla Bruzzone, vi è la «dispersione del capello nero rinvenuto in bocca di Pierina Paganelli». Questo elemento, secondo la difesa, avrebbe potuto fornire indizi determinanti. Oltre alla criminologa, saranno ascoltati altri esperti. Giovanni Langella, perito tecnico, chiarirà le tempistiche della sera del 3 ottobre. L'ingegnere Giuseppe Monfreda ricostruirà gli eventi della mattina del 4 ottobre.
Infine, l'informatico Luigi Nicotera presenterà le analisi sui telefoni delle persone coinvolte. L'attenzione sarà focalizzata sui dispositivi di Valeria Bartolucci e Giorgia Saponi. Queste testimonianze tecniche mirano a rafforzare la tesi difensiva di Dassilva. Le indagini preliminari sono state criticate per diverse omissioni.
Verso la sentenza: possibili date e sviluppi
Il processo è ormai nella sua fase finale. La sentenza è attesa tra la fine di maggio e l'inizio di giugno. Sono previste altre tre udienze nel mese di maggio. Il 27 aprile, salvo imprevisti, si concluderà la fase istruttoria. In questa fase, alcuni testimoni potrebbero essere risentiti.
Tra questi, Romina Sebastiani, indagata per falsa testimonianza dopo aver messo in dubbio la credibilità di Manuela Bianchi. Verrà inoltre sciolta la riserva sul confronto tra Louis Dassilva e l'ex amante. Quest'ultima, dopo aver ritrattato la sua versione iniziale, accusa ora Dassilva. La sua testimonianza è fondamentale per l'impianto accusatorio della Procura. I legali dei familiari della vittima, Marco e Monica Lunedei e Alfredo Andrea Scifo, ribadiscono invece i riscontri oggettivi.