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La difesa di Louis Dassilva, imputato per l'omicidio di Pierina Paganelli, ha presentato un'arringa articolata chiedendo l'esame di piste alternative e mettendo in discussione le testimonianze chiave. La sentenza è attesa per il 9 giugno.

Dubbi sulla testimonianza della nuora

L'udienza per il caso di Pierina Paganelli, 78 anni, assassinata il 3 ottobre 2023, è stata aggiornata al 9 giugno per repliche e sentenza. La Procura ha richiesto l'ergastolo per Louis Dassilva, l'unico imputato.

La difesa, rappresentata dagli avvocati Andrea Guidi e Riario Fabbri, ha articolato la propria arringa in quattro parti. L'avvocato Guidi ha inizialmente contestato la credibilità della testimone Manuela Bianchi, nuora della vittima e legata sentimentalmente all'imputato.

Secondo Guidi, la Bianchi, descritta come una persona incline alla menzogna, avrebbe reso una falsa testimonianza per autotutelarsi. La donna ha affermato di aver visto Dassilva nel garage il giorno del ritrovamento del corpo.

La sera dell'omicidio e l'alibi dei fratelli Bianchi

Successivamente, l'avvocato Fabbri ha analizzato la sera dell'omicidio. In quel frangente, la Bianchi si trovava in casa con suo fratello Loris e la figlia Giorgia. Questa circostanza è stata presentata come un possibile alibi per i fratelli Bianchi.

Tuttavia, la difesa ha evidenziato come la Bianchi fosse distratta dai social media durante quella serata. Questo dettaglio potrebbe aver lasciato spazio ad altre possibilità.

L'avvocato Fabbri ha suggerito che Loris Bianchi avrebbe potuto avere il tempo necessario per scendere nel garage e commettere l'omicidio.

Piste alternative e il caso Stasi

Nel corso del pomeriggio, l'avvocato Guidi è tornato a parlare, citando un precedente giudiziario significativo. Ha fatto riferimento alla sentenza della corte d'appello nel caso di Alberto Stasi, condannato per l'omicidio di Chiara Poggi.

Guidi ha sottolineato come quella sentenza, che confermò l'assoluzione in un primo momento, dovesse essere riesaminata nel contesto attuale. La difesa ha insistito sull'esistenza di piste alternative non adeguatamente investigate.

Tra queste piste, è stata menzionata la presenza di una macchia di possibile materiale ematico nel box auto di Manuela Bianchi. Questo elemento è stato presentato come un indizio che meriterebbe maggiore attenzione.

Rapporti familiari e rancori

La difesa ha lavorato per smontare l'alibi dei fratelli Bianchi. Ha inoltre cercato di evidenziare la natura del loro rapporto, definito «morboso».

È emerso che Giuliano Saponi, marito di Manuela, nutriva un'opinione particolare riguardo al legame tra i due fratelli. Egli percepiva il loro rapporto quasi come amoroso.

Infine, la difesa ha sollevato il sospetto che Loris Bianchi potesse nutrire rancore nei confronti di Pierina Paganelli. È stata citata una frase attribuita a Loris: «giustizia è stata fatta».