Condividi
AD: article-top (horizontal)

Nicole Minetti nega fermamente qualsiasi indagine a suo carico in Uruguay e contenziosi legali con i genitori biologici del figlio. La sua nota chiarisce la regolarità del percorso adottivo e la tutela del minore.

Nicole Minetti smentisce accuse

Nicole Minetti ha rilasciato una nota ufficiale per smentire categoricamente alcune ricostruzioni giornalistiche. Ha negato ogni contenzioso con i genitori biologici di suo figlio, persone che non ha mai conosciuto. L'intero processo di adozione, ha spiegato, si è svolto nel pieno rispetto della legge. La procedura ordinaria è stata seguita, dalla pre-adozione all'affidamento definitivo. Tutta la documentazione a supporto è stata allegata.

Le notizie diffuse da alcuni organi di stampa sono quindi infondate. Queste ricostruzioni risultano lesive e in contrasto con le norme a tutela dei minori. La 41enne riminese è intervenuta pubblicamente per chiarire la sua posizione. Il dibattito era sorto dopo che alcune inchieste giornalistiche avevano sollevato dubbi sulla veridicità di un dossier. Questo dossier era stato presentato al Presidente della Repubblica per una richiesta di grazia.

Le condanne e la grazia

Nicole Minetti è nota al pubblico come personaggio televisivo. Ha lavorato come valletta in programmi come «Scorie» e «Colorado». È stata anche consigliera regionale in Lombardia tra il 2010 e il 2012. Fu eletta nel listino bloccato di Roberto Formigoni. La sua figura è emersa nello scandalo «Ruby», che coinvolse l'ex premier Silvio Berlusconi.

Nel luglio 2013, fu condannata insieme a Lele Mora ed Emilio Fede. La condanna riguardava il favoreggiamento della prostituzione. La Cassazione, nel 2019, confermò la pena a 2 anni e 10 mesi. Per la vicenda «Rimborsopoli», legata alle spese dei consiglieri regionali lombardi, aveva patteggiato una pena di 1 anno e 1 mese per peculato.

L'11 aprile scorso, la grazia concessa da Sergio Mattarella per «motivi umanitari» aveva già sollevato polemiche. Nei giorni precedenti, un'inchiesta del Fatto Quotidiano aveva messo in dubbio la veridicità del dossier presentato al Quirinale. Questo aveva portato la Presidenza della Repubblica a richiedere verifiche a posteriori.

Gli accertamenti della Procura

La Procura di Milano ha avviato accertamenti tramite l'Interpol. Le verifiche riguardano il periodo in cui la Minetti ha soggiornato a Ibiza. Si sta analizzando anche la documentazione proveniente dall'Uruguay. Lo hanno spiegato la procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto procuratore generale Gaetano Brusa. Al termine delle verifiche, invieranno un parere al Ministero della Giustizia.

Gli accertamenti, disposti con urgenza per fatti ritenuti gravissimi, potrebbero portare a una modifica del parere iniziale. Quest'ultimo era stato positivo. «Abbiamo agito sulla base della delega del Ministero», hanno dichiarato i procuratori. «Non ci interessa ciò che dicono di noi, abbiamo la nostra coscienza». Hanno aggiunto che il Ministero ha ritenuto idonei gli accertamenti per il proprio parere. La Presidenza della Repubblica li ha giudicati sufficienti. Ora l'interesse è chiarire i fatti emersi.

La politica e la replica di Minetti

Dall'opposizione sono state chieste le dimissioni del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio. La premier Giorgia Meloni ha difeso il ministro. Ha dichiarato di fidarsi di lui e che la competenza sulla conferma della grazia non è sua. La Presidente del Consiglio ha escluso le dimissioni di Nordio. Ha ricostruito l'iter con il ministro, ammettendo che se quanto emerso dall'inchiesta giornalistica fosse vero, qualcosa sarebbe mancato.

Tuttavia, ha sottolineato che il Ministero non ha gli strumenti per indagare. Le indagini spettano alla magistratura. La premier ha criticato la tendenza a cercare un capro espiatorio nel Governo. Nel frattempo, Minetti, nella sua nota, ha definito le ricostruzioni false. Ha affermato che è doveroso intervenire per tutelare se stessa, la sua famiglia e soprattutto suo figlio. Il minore è stato esposto a un'ingiustificata esposizione mediatica.

Ha denunciato la diffusione di informazioni su un minore, in violazione della legge. Di fronte a una grave patologia del figlio, si è rivolta a strutture sanitarie d'eccellenza. È stata individuata una struttura specializzata a Boston. Lì suo figlio è stato sottoposto a un intervento chirurgico delicato. Minetti ha ribadito di non essere mai stata indagata né di aver ricevuto comunicazioni di indagini a suo carico. Questo vale sia per l'Uruguay che per la Spagna.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: