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L'agricoltura italiana affronta una crisi senza precedenti a causa dell'impennata dei costi. Gasolio, fertilizzanti e materiali per l'irrigazione hanno subito aumenti vertiginosi, mettendo a rischio la redditività del settore.

Aumento dei costi di produzione agricola

Il settore agricolo sta vivendo un momento critico. I prezzi di beni essenziali come il gasolio e i fertilizzanti sono schizzati alle stelle. Anche i materiali necessari per gli impianti di irrigazione hanno registrato aumenti significativi. Questa situazione crea un effetto a cascata sull'intero comparto ortofrutticolo e agricolo.

La situazione geopolitica attuale, con tensioni in aree strategiche, viene definita una vera e propria «tempesta perfetta». L'incremento dei costi di produzione minaccia la sostenibilità delle aziende agricole italiane.

L'Europa e il sostegno alle filiere

Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti, ha evidenziato la gravità della situazione durante un convegno a Rimini. Ha sottolineato come i fertilizzanti abbiano visto un aumento del 100%, con rincari del 70-75% nella stagione di maggior utilizzo. Questo impatta direttamente sul lavoro degli imprenditori agricoli.

Prandini ha sollecitato un cambio di prospettiva, passando dalla gestione dell'emergenza alla pianificazione strategica. Ha criticato la logistica attuale, troppo dipendente dal trasporto su gomma. Inoltre, ha evidenziato la necessità di recuperare filiere produttive delocalizzate per scelte politiche europee miopi.

«L’Europa deve sostenere con forza le filiere produttive», ha affermato Prandini. Ha citato esempi virtuosi come Cina, India, Brasile e Stati Uniti. L'obiettivo è passare da una competizione interna tra stati membri a una competizione globale unita.

Fertilizzanti: speculazione e rischio disponibilità

Il caso dei fertilizzanti è emblematico. La scelta di acquistare dove il costo era inferiore, dettata da logiche speculative, si è rivelata fallimentare. Il mutato scenario geopolitico ha portato a un aumento del 100%. Si paventa anche un rischio concreto sulla disponibilità del prodotto.

Se la carenza di fertilizzanti si concretizzasse, si stima una perdita di capacità produttiva tra il 30% e il 40%. Le ricadute sociali ed economiche sull'intera collettività sarebbero ingenti.

Costi di gestione in aumento

Secondo Prandini, il costo aggiuntivo per ogni ettaro lavorato era di circa 200 euro. Questo dato, riferito a una settimana fa, è destinato a crescere se la situazione perdurerà. Alcuni settori agricoli registrano già un aumento dei costi di gestione tra il 25% e il 30% rispetto all'anno precedente.

Si fatica a ottenere un adeguato aumento dei prezzi di vendita. Tuttavia, la scarsa disponibilità futura di prodotti potrebbe innescare rincari incontrollati. «I prezzi tenderanno ad aumentare in modo significativo», ha avvertito Prandini.

L'impatto della geopolitica sui mercati

Lo stretto di Hormuz riveste un ruolo cruciale. Attraverso questa via transita il 33% dei fertilizzanti prodotti a livello mondiale. Il 21% della produzione globale di fertilizzanti proviene da paesi che ora affrontano difficoltà. Questi paesi, storicamente fornitori di Cina, India e Brasile, stanno ora rivolgendosi ai mercati europei.

Ciò non solo fa lievitare i prezzi, ma crea anche incertezza sulla disponibilità dei fertilizzanti stessi.

Difficoltà nell'export e nei materiali per irrigare

Cristiano Fini, presidente di Cia agricoltori italiani, ha aggiunto ulteriori criticità. Oltre al caro gasolio e fertilizzanti, l'export affronta ostacoli. L'impossibilità di esportare verso paesi in conflitto e le difficoltà logistiche rappresentano un problema.

Il transito alternativo allo stretto di Hormuz allunga i tempi di viaggio per le merci deperibili. Questo aumenta il rischio di non arrivare a destinazione. Il mercato estero, in particolare per mele, kiwi e pere, aveva mostrato una crescita interessante negli ultimi anni.

Anche i materiali per l'irrigazione sono soggetti a rincari. Derivati del petrolio come la plastica, utilizzati negli impianti, hanno visto aumenti improvvisi. Un fornitore ha segnalato un incremento del 40% per il materiale di irrigazione.

L'ottimismo di Macfrut

Nonostante le sfide, Patrizio Neri, presidente di Macfrut, esprime un cauto ottimismo. L'edizione della fiera ha registrato solo limitate assenze. La borsa valori, pur con alti e bassi, non ha mostrato un tracollo. Questo suggerisce una volontà di non farsi sopraffare dalle tensioni geopolitiche.

Neri auspica un rapido raggiungimento della pace. In assenza di ciò, la crisi potrebbe diventare ancora più acuta. Tuttavia, confida nella possibilità di un accordo.

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