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L'Università Politecnica delle Marche espone otto progetti innovativi per l'esplorazione spaziale al Bex di Rimini. Tra questi, visori VR per astronauti, tute con sensori vitali e sistemi IA per il monitoraggio ambientale.

Tecnologie innovative per lo spazio

Un visore per rivivere momenti familiari sulla Terra è tra le proposte. Sensori integrati nelle tute monitoreranno i parametri vitali degli astronauti. Un sistema basato sull'intelligenza artificiale osserverà gli oceani. Lo scopo è prevedere eventi naturali catastrofici.

Biotecnologie spaziali studieranno la cristallizzazione proteica in microgravità. Altri dispositivi misureranno le radiazioni cosmiche. Sono otto le idee sviluppate dall'Università Politecnica delle Marche. Il rettore è Enrico Quagliarini.

Questi progetti saranno presentati al Bex - Beyond Exploration. L'evento si terrà alla Fiera di Rimini dal 23 al 25 settembre. È la prima expo-conference dedicata alla space economy.

Avatar e realtà virtuale per l'esplorazione

Sarà presente un avatar live dell'astronauta Walter Villadei. È stato sviluppato nel laboratorio IA MaindHLab. Il professor Paolo Clini dirige il laboratorio.

L'avatar interagirà con i visitatori del Bex. Permetterà di dialogare in tempo reale con la sua controparte virtuale. Si potranno ottenere informazioni sullo spazio e sulle missioni. L'esperienza degli astronauti sarà al centro del dialogo.

Questo strumento mira a rendere l'esplorazione spaziale più accessibile. L'intelligenza artificiale gioca un ruolo chiave.

Progetti approvati dall'ASI per lo spazio

Due progetti della Politecnica Marche hanno ottenuto l'approvazione dall'ASI. Potrebbero essere integrati in future navette spaziali. Il professor Clini ha sviluppato "Earth Memory".

Si tratta di un'applicazione immersiva per visori VR. Aiuterà gli astronauti a ridurre il senso di isolamento. La lontananza dalla Terra sarà meno opprimente. Questo è cruciale per le missioni di lunga durata.

Il professor Lorenzo Scalise ha creato Vitalis. Questa piattaforma indossabile si integra nelle tute spaziali. Acquisisce parametri fisiologici e biomeccanici. I dati vengono raccolti durante il lancio, il rientro e in orbita.

Altre innovazioni per la ricerca spaziale

Il progetto 'MicroTtr' del professor Michele Cianci è un altro contributo. Studia l'impatto della microgravità su processi legati all'amiloidosi. La ricerca mira a comprendere meglio queste patologie.

Il dottor Luigi Montalto presenta "Scope" e "Scurs". "Scope" sviluppa un sistema ottico per caratterizzare scintillatori in orbita. "Scurs" si occupa del recupero di scintillatori danneggiati dalle radiazioni.

Il professor Pierpaolo Falco propone "Blue Sync". Questo sistema IA gestisce reti di osservazione marina autonome. "One Brave" della professoressa Francesca Beolchini mira al recupero di materie prime critiche. Queste provengono da rifiuti elettronici spaziali.

Infine, "Nova-A5" del professor Luigi Ledda valida un sistema compatto. Permette la coltivazione di micro-ortaggi in assenza di suolo nello spazio.

Le Marche e la crescita della Space Economy

Le Marche stanno rafforzando la loro presenza nella Space Economy. Il rettore Quagliarini sottolinea le "grandi prospettive". Questo settore può stimolare una filiera regionale. Non si tratta solo di ricerca universitaria.

Include anche componenti per navette spaziali. Si pensi ad arredi interni, tessuti e sistemi di alimentazione. L'azienda marchigiana Spacewear di Fano ha realizzato l'unica tuta spaziale autorizzata dalla Nasa. La tuta SFS2, in grafene, sarà testata sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Questo dimostra il potenziale innovativo della regione. La collaborazione tra università e imprese è fondamentale.

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