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Tre uomini sorpresi a rubare metalli preziosi in un ex convento di Pieve del Grappa sono stati assolti. La mancanza di una querela formale ha portato all'improcedibilità del reato di furto.

Furto di metalli preziosi in ex convento

Un tentativo di furto di rubinetteria e accessori in ottone è stato sventato nell'ex convento “Casa Mater Ecclesiae”. La struttura, situata a Pieve del Grappa, appartiene alle Suore Francescane Elisabettine di Padova. L'edificio è chiuso da tempo.

Tre individui sono stati sorpresi all'interno della proprietà. I carabinieri delle Stazioni di Asolo e Riese Pio X sono intervenuti prontamente. L'operazione è avvenuta l' 8 novembre del 2025. Hanno arrestato tre uomini.

I fermati sono stati identificati come Alex Caari, Aramia Karisdi e Daniel Caari. Alex Caari ha 23 anni, Aramia Karisdi ne ha 29 e Daniel Caari ne ha 34. Tutti risiedono nell'area di Montebelluna. Hanno precedenti penali.

I tre sono stati trovati all'interno del convento mentre stavano asportando il materiale. L'azione dei carabinieri ha impedito il completamento del furto. I sospetti sono stati immediatamente bloccati sul posto.

Mancanza di querela porta all'improcedibilità

La Procura non ha potuto richiedere misure cautelari per i fermati. La ragione è un difetto nella titolarità della presentazione della denuncia. Questo vizio procedurale ha avuto conseguenze significative sul processo.

Il 30 marzo, il processo per direttissima si è concluso con una dichiarazione di improcedibilità. Il reato di furto non potrà essere perseguito. La difesa era affidata all'avvocato Alessandra.

L'assenza di una querela valida da parte del legittimo proprietario ha reso impossibile procedere. La legge richiede una specifica istanza per alcuni tipi di reato. Nel caso di furto in proprietà private, la querela è spesso necessaria.

Questa circostanza ha permesso ai tre uomini di evitare la condanna per il furto. La loro posizione legale è stata fortemente influenzata da questo dettaglio formale. La giustizia ha dovuto tener conto del mancato rispetto delle procedure.

Condanna per possesso di arma impropria

Solo Daniel Caari ha ricevuto una condanna. È stato sorpreso in possesso di un'arma bianca. Si trattava di un cacciavite, utilizzato presumibilmente per forzare accessi o rimuovere il materiale.

Per questo specifico reato, è stato giudicato con rito abbreviato. La pena inflitta è una multa di 4mila euro. La somma dovrà essere pagata per il possesso dell'oggetto.

I tre avevano già accumulato una quantità considerevole di materiale rubato. Si stima fossero circa 400 chilogrammi di ottone e rubinetteria. Questo quantitativo suggerisce un piano ben definito per la rivendita.

La refurtiva è stata interamente recuperata dalle forze dell'ordine. È stata poi restituita ai legittimi proprietari. L'intervento dei carabinieri ha permesso di salvare il materiale dal mercato illecito.

Precedenti episodi nella struttura

L'ex convento “Casa Mater Ecclesiae” non è nuovo a episodi di cronaca. Già nel settembre del 2022, la struttura era stata teatro di un'altra attività illecita.

Un giovane di 19 anni, residente nella zona, aveva creato una piccola piantagione di marijuana al suo interno. Anche in quel caso, le forze dell'ordine erano intervenute. I carabinieri avevano scoperto la coltivazione illegale.

Il giovane era stato denunciato per i fatti. Questo episodio evidenzia la vulnerabilità della struttura abbandonata. La sua inattività la rende un facile bersaglio per attività criminali.

La storia recente dell'ex convento a Pieve del Grappa mostra una tendenza preoccupante. La sua posizione isolata e lo stato di abbandono attirano soggetti dediti ad attività illegali. La vicenda dei ladri di ottone sottolinea l'importanza della vigilanza e delle procedure legali corrette.

L'episodio del 2025, sebbene conclusosi con un'assoluzione per il furto, ha portato al recupero della refurtiva. Ha anche evidenziato la necessità di una maggiore attenzione alla sicurezza di tali proprietà. Le autorità locali sono chiamate a monitorare queste aree sensibili.

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