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L'ex colonia Bertazzoni a Riccione è al centro di un complesso dibattito. La trattativa per la sua vendita è stata rinviata, mentre la Fondazione Cetacea raccoglie migliaia di firme per assicurarsi la continuità delle proprie attività.

Futuro incerto per l'ex colonia Bertazzoni

L'immobile di viale Torino, a Riccione, è tornato al centro del dibattito pubblico. L'area, situata a sud tra le Terme e il mare, è oggetto di una procedura di vendita avviata dal Comune. Questo dopo che due aste pubbliche sono andate deserte nei mesi scorsi. La base d'asta era stata fissata a 5,89 milioni di euro.

Il passaggio alla trattativa diretta era previsto per il 10 aprile. In quella data si sarebbero dovute presentare le offerte in seduta pubblica. Tuttavia, secondo fonti attendibili, la seduta non avrebbe portato a risultati concreti. Non è ancora stato reso noto se siano state effettivamente presentate delle offerte.

Questo nodo irrisolto solleva interrogativi sull'effettivo progresso della procedura di vendita. Rimane incertezza anche sui tempi previsti per la conclusione dell'operazione. La situazione attuale mantiene aperte diverse questioni sul futuro dell'area.

Scontro politico sulla destinazione d'uso

La questione assume anche una forte connotazione politica. L'ex sindaca Renata Tosi ha criticato la scelta dell'amministrazione comunale. Ha ricordato le promesse iniziali riguardo a un progetto di rigenerazione complessiva dell'area Terme. «Oggi si procede con una vendita senza una visione definita», ha dichiarato Tosi.

L'ex sindaca esprime preoccupazione anche per le possibili destinazioni future del complesso immobiliare. «Il rischio è quello di un condhotel», ha affermato, «quindi una componente mista tra alberghiero e residenziale, senza un disegno pubblico sull’area». La sua critica sottolinea la mancanza di una pianificazione chiara.

La vendita della Bertazzoni si inserisce in un contesto più ampio. Si attende da tempo un indirizzo unitario per il comparto sud. Questo dovrebbe integrare riqualificazione urbana, sviluppo turistico e funzioni pubbliche. La vendita dell'immobile è un passaggio cruciale. Le sue ricadute non sono solo economiche, ma anche urbanistiche e legate al tipo di intervento realizzabile.

La mobilitazione della Fondazione Cetacea

Parallelamente, si registra una forte mobilitazione della Fondazione Cetacea. Questa organizzazione opera da anni all'interno dell'ex colonia. La raccolta firme lanciata dalla Fondazione ha superato rapidamente le 2.000 adesioni. Questo dato evidenzia una diffusa attenzione sul destino della struttura e delle attività che ospita.

Alice Pari, portavoce della Fondazione, ha espresso preoccupazione per la mancanza di garanzie formali. «Non abbiamo nulla di scritto, nessun accordo o garanzia», ha spiegato. «Ci è stato detto che non saremmo stati messi in mezzo a una strada, ma ad oggi non c’è nulla di formale». La richiesta principale è quella di poter continuare a operare nell'area.

La Fondazione Cetacea desidera mantenere la propria presenza, consolidata negli anni. È riconosciuta come un presidio fondamentale per la cura e il recupero delle tartarughe marine. La loro richiesta mira a salvaguardare un servizio prezioso per il territorio e per l'ambiente.

Iter della vendita e prossimi passi

L'iter di vendita della colonia Bertazzoni è ancora in corso. La procedura di trattativa diretta mira a individuare la migliore offerta economica. Tuttavia, questa non garantisce un'aggiudicazione automatica. In caso di offerte al ribasso rispetto alla base d'asta, è necessario il passaggio in Consiglio comunale per l'approvazione definitiva.

La situazione rimane quindi fluida, con diversi attori coinvolti. Il futuro dell'ex colonia dipenderà dalle decisioni che verranno prese nelle prossime settimane. La comunità locale attende sviluppi chiari e trasparenti.

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