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Due croci di vetta sono state ricollocate sulle cime del Monte Canin grazie a un'operazione congiunta tra volontari e istituzioni italiane e slovene. L'iniziativa mira a rafforzare il legame tra le comunità locali e a preservare la memoria storica.

Recupero simboli sulle vette del Canin

Le croci di vetta sono tornate sulle cime del Canin Piccolo e del Monte Canin. Sono state trasportate in quota tramite elicottero. Un intervento ha permesso di recuperare e mettere in sicurezza questi simboli. L'operazione ha visto la collaborazione di volontari e istituzioni. Le realtà coinvolte sono sia italiane che slovene. La notizia è stata diffusa dalla sindaca di Resia, Anna Micelli. L'intervento ha interessato uno dei massicci più significativi delle Alpi Giulie. La zona si trova in provincia di Udine.

Unione di comunità per la montagna condivisa

L'iniziativa è partita da un gruppo di appassionati. Molti provenivano dalla Val Resia. Alcuni hanno legami con il Gruppo dei Ghiri di Resia. Questo gruppo è attivo dagli anni Ottanta. Si occupa della valorizzazione delle montagne. Promuove anche l'Alta Via Resiana. La sindaca Micelli ha sottolineato l'importanza dell'intervento. Ha dichiarato che «restituisce dignità a due simboli molto sentiti». Ha aggiunto che «rafforza il legame tra le comunità che vivono ai piedi del Canin».

Sostegno istituzionale e volontario all'operazione

Il progetto ha ricevuto il sostegno di diversi enti. Tra questi figurano i Comuni di Resia, Resiutta, Chiusaforte e Bovec. Hanno partecipato anche l'Ecomuseo Val Resia e il Parco naturale delle Prealpi Giulie. Presente anche il Cai regionale del Friuli Venezia Giulia. L'8/o Reggimento Alpini di Venzone ha fornito supporto. Hanno contribuito anche aziende private. Tra queste Eurostratex, Carpenteria Sclauzero, Di Centa & Di Ronco. Hanno partecipato anche Asd Val Resia ed Elifriulia. Le croci sono state benedette da don Alberto Zannier. Egli è pievano della Val Resia, Pontebba e Dogna.

Memoria storica e identità montana

I promotori dell'intervento hanno spiegato il significato dell'operazione. Non si tratta solo del recupero di manufatti. Si tratta di preservare simboli legati alla memoria. Questi simboli ricordano le comunità di Resia, Resiutta, Chiusaforte e Bovec. Rappresentano anche la storia di una montagna condivisa. La condivisione avviene tra Italia e Slovenia. L'operazione sottolinea l'importanza della collaborazione transfrontaliera. Valorizza il patrimonio culturale e naturale delle aree alpine.

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