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L'Emilia-Romagna affronta una denatalità record, ma la popolazione totale aumenta grazie all'immigrazione. I dati Istat rivelano un quadro demografico complesso con un'età media in crescita e un contributo significativo degli stranieri.

Calo drastico delle nascite in regione

La regione Emilia-Romagna ha registrato un nuovo primato negativo per quanto riguarda le nascite. Questo dato negativo si allinea alla tendenza nazionale. La popolazione regionale, tuttavia, mostra un incremento. Questo aumento è attribuibile esclusivamente agli apporti esterni, sia da altri paesi che da altre regioni italiane.

I dati provengono dal censimento della popolazione residente effettuato dall'Istat. La rilevazione si è conclusa il 31 dicembre 2024. Il quadro demografico evidenzia sfide significative per il futuro della regione.

Fattori della denatalità e fecondità in calo

Nel corso del 2024, le nuove nascite sono state 28.043. Questo numero rappresenta una diminuzione di 525 unità rispetto all'anno precedente. Anche il numero di neonati nati da genitori stranieri ha subito una flessione. La continua riduzione delle nascite è riconducibile a molteplici cause.

Tra queste, spicca la diminuzione della fecondità. Il tasso è sceso da 1,22 figli per donna nel 2023 a 1,19 nel 2024. Questo valore, sebbene leggermente superiore alla media nazionale di 1,18 figli per donna, conferma la tendenza al ribasso.

Si osserva anche una riduzione della popolazione femminile in età fertile, compresa tra i 15 e i 49 anni. Inoltre, le donne tendono a posticipare sempre di più il momento della maternità. L'età media al parto continua ad aumentare, raggiungendo i 32,6 anni nel 2024, rispetto ai 32,5 dell'anno precedente.

Crescita demografica sostenuta dagli stranieri

Nonostante il calo delle nascite, la popolazione residente totale in Emilia-Romagna ha raggiunto quota 4.461.998. Si tratta di un aumento di 10.060 individui rispetto al 2023, pari allo 0,2%. La maggior parte della popolazione, circa il 40%, risiede nelle province di Bologna e Modena.

Gli stranieri censiti sono 564.745, con un incremento di 3.792 unità rispetto all'anno precedente. Essi costituiscono il 12,7% della popolazione regionale. I principali paesi di provenienza sono la Romania (16,7%), l'Albania (9,8%) e il Marocco (9,8%).

La crescita demografica complessiva è quindi determinata dai saldi migratori positivi, sia interni che esteri. Questi flussi compensano ampiamente le perdite dovute al saldo naturale (differenza tra nati e morti) e agli aggiustamenti statistici.

Invecchiamento della popolazione e distribuzione territoriale

Le donne rappresentano il 50,9% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 78mila unità. Questo squilibrio è principalmente dovuto alla maggiore longevità femminile. L'età media regionale è aumentata, passando da 46,9 anni nel 2023 a 47,1 anni nel 2024.

La provincia più giovane è Reggio nell'Emilia, con un'età media di 45,8 anni. Al contrario, Ferrara è la provincia più anziana, con una media di 49,8 anni. La componente straniera contribuisce a un parziale ringiovanimento della popolazione.

Una quota significativa della popolazione, il 35,9%, vive nei comuni con più di 100.000 abitanti, che includono i nove capoluoghi di provincia. Un'altra porzione consistente, il 35,7%, risiede in centri con una popolazione compresa tra 5.001 e 20.000 abitanti.

Domande frequenti

Qual è il tasso di natalità in Emilia-Romagna secondo i dati Istat più recenti?

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2024, il tasso di natalità in Emilia-Romagna ha visto 28.043 nuove nascite, con un tasso di fecondità di 1,19 figli per donna, in calo rispetto all'anno precedente.

Come contribuiscono gli stranieri alla crescita della popolazione in Emilia-Romagna?

Gli stranieri residenti in Emilia-Romagna sono 564.745, pari al 12,7% della popolazione totale. Il saldo migratorio positivo, sia interno che estero, è il principale motore della crescita demografica regionale, compensando il calo delle nascite.

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