Due giovani sono stati denunciati dai Carabinieri di Casina per aver truffato un'anziana donna. Fingendosi un carabiniere e un avvocato, hanno convinto la vittima a consegnare i propri gioielli in oro con la minaccia di arresto per la figlia.
Raggirati con il falso incidente
Casina. Un raggiro ben orchestrato ha colpito un'anziana residente nel comune di Casina. La donna, 79 anni, è stata contattata telefonicamente da due individui.
Uno dei malviventi si è presentato come un appartenente all'Arma dei Carabinieri. L'altro complice ha invece assunto le vesti di un avvocato. La loro macchinazione mirava a estorcere denaro.
La finta emergenza per rubare l'oro
I truffatori hanno informato l'anziana che sua figlia aveva provocato un grave incidente stradale. Hanno sostenuto che la figlia rischiava l'arresto imminente.
Per evitare la detenzione, hanno richiesto la consegna di monili in oro. La vittima, terrorizzata all'idea che la figlia potesse finire in carcere, ha ceduto al ricatto.
La donna è stata indotta a raccogliere i propri preziosi in un sacchetto. Mentre uno dei complici la teneva al telefono, impedendole di chiedere aiuto, l'altro si è presentato alla porta di casa.
Il malvivente ha ritirato il sacchetto con l'oro. Subito dopo, si è dileguato rapidamente, facendo perdere le proprie tracce.
Indagini rapide e identificazione dei responsabili
La vittima, una volta compreso l'inganno, si è recata presso la stazione dei Carabinieri di Casina. Ha sporto denuncia, dando il via a un'indagine serrata.
I militari hanno analizzato le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona. Hanno esaminato i tabulati telefonici e raccolto testimonianze.
Questi accertamenti hanno permesso di ricostruire la dinamica della truffa. Sono emersi elementi di responsabilità a carico di due giovani.
L'esecutore materiale, che ha ritirato l'oro, è stato identificato grazie a un'attenta analisi delle videocamere e a un riconoscimento fotografico.
Il complice che ha gestito la chiamata è stato individuato tramite accertamenti tecnici su un'utenza cellulare. Sebbene intestata a terzi, l'attivazione era riconducibile a lui.
Due denunce per truffa aggravata
I due presunti responsabili, di 28 e 19 anni, sono stati identificati. Uno risiede a Napoli, l'altro in provincia di Padova.
Sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia. L'accusa è di truffa aggravata in concorso.
Il reato è aggravato dal fatto di essere stato commesso ai danni di una persona in condizione di minorata difesa. Le indagini preliminari proseguiranno per ulteriori approfondimenti.
Il contesto della truffa
Questo tipo di truffa, nota come «del finto carabiniere» o «del finto avvocato», è purtroppo diffusa. I malviventi sfruttano la fiducia che le persone, specialmente gli anziani, ripongono nelle forze dell'ordine e nella giustizia.
La tecnica consiste nel creare un senso di urgenza e paura. La vittima viene indotta a credere che un familiare sia nei guai e che solo un'azione immediata, come la consegna di denaro o preziosi, possa risolvere la situazione.
Le forze dell'ordine invitano costantemente i cittadini, in particolare gli anziani, a non cedere a queste richieste. In caso di dubbi o richieste sospette, è fondamentale contattare immediatamente il 112.
Le indagini proseguono per accertare eventuali collegamenti con altri episodi simili nella regione.