Giovane fermato con arma a salve al festival
Reggio Emilia. Un episodio inatteso ha interrotto l'atmosfera festosa del festival "Vyni 2026", evento dedicato al vino e ai vinili nel centro storico. I Carabinieri sono intervenuti per un controllo che ha portato alla denuncia di un giovane.
Un ragazzo di 22 anni, studente residente in città, è stato fermato da personale di sicurezza privata. L'uomo aveva con sé una pistola scacciacani, modello Kimar Ledy K calibro 9mm.
Arma priva di sicurezze legali
L'arma, che riproduceva fedelmente una pistola semiautomatica, presentava una grave anomalia: era priva del necessario tappo rosso di sicurezza. Inoltre, il caricatore era inserito e conteneva 5 cartucce a salve.
L'intervento dei Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Reggio Emilia è stato immediato. I militari hanno proceduto al sequestro del materiale rinvenuto.
Denunciato per porto abusivo di armi
Il giovane è stato condotto in caserma per gli accertamenti. Al termine delle verifiche, è scattata la denuncia alla Procura reggiana per porto abusivo di armi. Le indagini preliminari sono in corso per ulteriori approfondimenti.
L'episodio è avvenuto nella tarda serata del 18 aprile 2026, intorno alle 23:45, in via Carducci. La segnalazione iniziale è partita dal personale addetto alla sicurezza privata del festival.
La manifestazione "Vyni 2026 - Festival del vino e del vinile" si stava svolgendo regolarmente quando l'attenzione è stata richiamata dal comportamento sospetto del 22enne. Il controllo è avvenuto presso uno dei varchi d'accesso all'area dell'evento.
La pistola scacciacani, sebbene non sia un'arma da fuoco vera e propria, richiede comunque il rispetto di specifiche normative di sicurezza. La mancanza del tappo rosso e la presenza del caricatore inserito sono stati elementi determinanti per il provvedimento dei Carabinieri.
La Procura di Reggio Emilia, guidata dal Procuratore Gaetano Calogero Paci, coordinerà le indagini. L'obiettivo è valutare appieno la responsabilità del giovane e determinare le eventuali azioni legali.
L'episodio solleva interrogativi sulla sicurezza durante eventi pubblici e sulla corretta gestione di oggetti che, pur non essendo letali, possono creare allarme o essere utilizzati impropriamente.