Predazioni di lupi ad Arzignano e Recoaro Terme hanno causato la morte di undici pecore in due fine settimana. Gli allevatori esprimono preoccupazione per la sicurezza del loro bestiame.
Allarme predazioni lupi in zona Arzignano
Un grave episodio di predazione è avvenuto nella zona di San Zeno di Arzignano. La notte tra domenica 19 e lunedì 20 aprile, lupi hanno attaccato l'azienda agricola Calvarina. Sei delle dieci pecore presenti sono state sbranate. I proprietari hanno scoperto l'accaduto lunedì mattina.
L'azienda, a conduzione familiare, coltiva alberi da frutto. Le pecore servivano a mantenere pulito il terreno. La perdita delle sei ovine è stata descritta come «un colpo al cuore» dai gestori.
Seconda predazione per l'azienda Calvarina
Non è la prima volta che l'azienda agricola Calvarina subisce attacchi da parte di lupi. Un precedente risale all'ottobre 2024, quando furono uccise nove pecore. Nonostante l'installazione di una rete di protezione alta circa un metro e mezzo, i predatori sono riusciti a superarla.
Le modalità dell'attacco suggeriscono che i lupi abbiano saltato la recinzione. Una pecora è stata trovata completamente sbranata, mentre altre sono state ritrovate sventrate. Due agnelli di pochi mesi sono scomparsi senza lasciare traccia.
Incontro ravvicinato con i lupi
Durante un sopralluogo effettuato nel pomeriggio di lunedì, un conoscente dei proprietari ha avuto un incontro spaventoso. Si è trovato faccia a faccia con due lupi e per mettersi in salvo è salito su un albero. L'animale, probabilmente, era tornato sul luogo per recuperare le prede.
Predazioni anche a Recoaro Terme
La polizia provinciale, informata dell'accaduto, ha confermato la presenza di una coppia di lupi nell'area. Un secondo episodio di predazione è stato segnalato a Recoaro Terme, nei pressi del cimitero. Qui, i resti di cinque pecore sono stati rinvenuti a circa 300 metri dal centro abitato.
La risposta della Provincia e le misure di prevenzione
Il presidente della Provincia, Andrea Nardin, ha assicurato che l'attenzione sul fenomeno è alta. È stato istituito un tavolo tecnico permanente con Regione, Unioni montane e associazioni agricole per affrontare la questione. L'obiettivo è tutelare gli allevatori e il bestiame.
«La convivenza con il lupo è possibile», ha dichiarato Nardin, «ma richiede conoscenza e strumenti adeguati come reti di protezione più alte e cani da guardia. È fondamentale raggiungere un equilibrio ambientale e gestire la presenza dei lupi nel rispetto delle normative vigenti».
La polizia provinciale è impegnata nel monitoraggio del territorio per studiare gli spostamenti e i comportamenti dei branchi.
Attesa per i dati regionali sui branchi di lupi
Moreno Marsetti, vicepresidente della Provincia, ha sottolineato l'importanza di ricevere dati aggiornati dall'ufficio caccia e pesca regionale. Questi includono una stima della popolazione di lupi, la distribuzione dei branchi e un report sulle predazioni. Tali informazioni sono cruciali per una gestione efficace del fenomeno.
«Abbiamo bisogno di un riferimento unico per le segnalazioni», ha aggiunto Marsetti, evidenziando la necessità di coordinamento.
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