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Il professor Fabio Roversi Monaco, ex rettore dell'Università di Bologna, è deceduto. La sua figura è stata determinante per la crescita del Campus di Ravenna e per lo sviluppo internazionale dell'ateneo.

Addio a un gigante dell'accademia bolognese

La comunità accademica piange la scomparsa del professor Fabio Roversi Monaco. Giurista di fama e professore emerito di Diritto amministrativo presso l'Università di Bologna, ha lasciato un'impronta indelebile. La sua lunga carriera lo ha visto docente di Diritto costituzionale prima, e di Diritto amministrativo poi. Ha raggiunto gli 87 anni di età.

Per quindici anni, dal 1985 al 2000, ha ricoperto la carica di rettore dell'Alma Mater. Durante il suo mandato, ha guidato l'ateneo verso un significativo sviluppo internazionale. La sua visione ha contribuito a posizionare l'università nel panorama globale.

La sua formazione giuridica era solida e profonda. Ha dedicato la sua vita all'insegnamento e alla ricerca accademica. Il titolo di Professore Emerito testimonia il suo eccezionale contributo.

L'impatto di Roversi Monaco sul Campus di Ravenna

Il nome di Fabio Roversi Monaco è strettamente legato alla crescita del Campus di Ravenna. La sua opera ha permesso la strutturazione del Multicampus, un modello unico in Italia. Questa organizzazione ha favorito un ampliamento armonico dell'ateneo. Ha inoltre consolidato il suo radicamento nel territorio.

L'impegno per Ravenna è stato costante e profondo. L'ex rettore ha compreso appieno l'importanza dell'insediamento universitario nella città e in Romagna. Per tutti i suoi 15 anni alla guida dell'Ateneo di Bologna, si è adoperato per questo obiettivo.

Giannantonio Mingozzi, che ha partecipato a un evento dedicato a Roversi Monaco a Ravenna, ha sottolineato questo aspetto. Ha definito il professore un «amico di Ravenna». Ha ricordato come, a partire dal 1985, Roversi Monaco abbia impiegato tutta la sua autorevolezza. L'obiettivo era garantire corsi universitari di qualità e moderni per la città.

In particolare, si è lavorato per corsi come Beni Culturali, Giurisprudenza e Scienze ambientali. Sono state costruite forti alleanze con il mondo dell'impresa e del credito. La Cassa di Risparmio ravennate ha avuto un ruolo significativo in questo processo.

Questi sforzi hanno creato le premesse per un insediamento universitario che oggi conta quasi 5000 studenti. Trent'anni fa, il numero degli iscritti era appena un centinaio. Questo dato evidenzia la portata della trasformazione.

Mingozzi ha concluso affermando che senza l'impegno e la credibilità di Roversi Monaco, i risultati ottenuti per Ravenna non sarebbero stati possibili. Ha elogiato il coraggio e la costanza nel sostenere l'acquisto di nuove sedi. Ha inoltre evidenziato il lavoro continuo con gli enti locali e il progetto Flaminia, ora apprezzato da tutti i cittadini.

Un rettore visionario e promotore di riforme

Il mandato di Fabio Roversi Monaco è stato caratterizzato da iniziative di grande rilievo internazionale. Ha promosso la firma della Magna Charta Universitatum nel 1988. Questo documento è stato sottoscritto da oltre 400 rettori. Ha segnato un impegno comune per i valori universitari.

Altro pilastro della sua azione è stato il Bologna Process. Questo percorso ha portato alla Dichiarazione di Bologna nel 1999. La dichiarazione è stata sottoscritta da 29 Paesi europei. Ha mirato a rendere comparabili i titoli di studio. Ha favorito la libera circolazione di studenti e laureati in Europa.

La partecipazione di ventinove Ministri dell’Istruzione Europei a Bologna nel 1999 ha sancito il successo di questo processo. L'obiettivo era la comparabilità qualitativa dei titoli e la mobilità accademica.

Oltre alla sua attività accademica, Roversi Monaco ha ricevuto numerosi riconoscimenti. L'Alma Mater gli ha conferito una Laurea ad honorem in Medicina e Chirurgia. Oltre 20 università internazionali gli hanno assegnato Lauree Honoris Causa.

Le sue benemerenze sono state riconosciute anche a livello istituzionale. È stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana. Ha ricevuto la Legion d’Honneur dal Presidente della Repubblica Francese. È stato Cavaliere dell’Ordine Civile di Savoia, dell’Ordem de Sant’Iago de Espada del Portogallo, e Cavaliere di Gran Croce di Alfonso X il Savio dal Re di Spagna. Ha ottenuto anche il Paul Harris Fellow dal Rotary.

Il cordoglio delle istituzioni e della comunità

La notizia della scomparsa di Fabio Roversi Monaco ha suscitato profondo cordoglio. Il rettore dell'Università di Bologna, Giovanni Molari, ha dichiarato che l'ateneo perde una delle sue figure più autorevoli. Ha lodato la visione, la determinazione e il profondo senso delle istituzioni con cui Roversi Monaco ha guidato l'università. Ha espresso sentite condoglianze alla famiglia e gratitudine per l'eredità lasciata.

Anche il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha espresso il suo cordoglio. Ha definito Roversi Monaco una «parte fondamentale della storia della città di Bologna e dell’Emilia-Romagna». Lo ha descritto come un protagonista della vita istituzionale, economica e sociale della regione. Ha segnato una fase di sviluppo per il sistema universitario nazionale.

De Pascale ha sottolineato la sua figura di illustre accademico di profilo internazionale. Lo ha ricordato come uomo di profonda cultura, con uno sguardo raffinato sul sapere. Ha apprezzato il suo desiderio di tutelare e valorizzare il patrimonio artistico e culturale del territorio.

La sua scomparsa rappresenta la perdita di un uomo che ha profondamente influenzato il mondo accademico e lo sviluppo del territorio. Il suo lascito continuerà a ispirare le future generazioni.

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