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Uno spettacolo teatrale a Ravenna, "La bambina inglese", porta sul palco la figura di Allegra Byron per riflettere sull'infanzia contemporanea. L'opera, creata da Elena Bucci, debutta al Ravenna Festival.

Un ponte tra passato e presente per l'infanzia

Un'antica figura infantile ispira una nuova riflessione sull'infanzia odierna. L'obiettivo è trasformare un luogo storico in uno spazio di incontro. Questo è il cuore de "La bambina inglese". L'opera è una nuova creazione di Elena Bucci. È dedicata ad Allegra Byron. Lei era figlia di Lord Byron e Claire Clairmont. Lo spettacolo debutta in prima assoluta al Ravenna Festival.

La rappresentazione andrà in scena dal 23 al 29 giugno. Gli spettacoli inizieranno sempre alle ore 22. La cornice sarà il cortile dei Musei Byron e del Risorgimento. Si trova a Palazzo Guiccioli, a Ravenna. Si definisce un'elegia drammatica. Utilizza voce parlata e intonata. È accompagnata da controtenore, sax, due tromboni e percussioni. L'opera è stata commissionata dal Ravenna Festival. È realizzata in collaborazione con la compagnia Le Belle Bandiere. Le musiche originali sono di Paolo Baioni.

Sul palco, oltre a Bucci, ci saranno Elmar Hauser (controtenore). Jacopo Prospero suonerà il sax. I tromboni saranno affidati a Riccardo Brancato e Amedeo Zacchi. Le percussioni saranno suonate da Lorenzo Mercuriali. Elena Bucci ha curato anche libretto, drammaturgia e regia. I costumi sono di Manuela Monti. Le luci sono di Marco Rabiti.

Luoghi della memoria diventano spazi vivi

Elena Bucci desidera rendere i luoghi significativi. Li vuole trasformare in spazi di comunità. Devono essere luoghi di emozione. Devono creare un passaggio tra passato e presente. Lo spiega all'ANSA. Non si tratta di uno sguardo nostalgico. È piuttosto un invito. Un invito a cercare risposte nel passato. Risposte utili per la vita di oggi. L'idea dello spettacolo nasce da un desiderio condiviso. Questo desiderio è della direzione artistica del festival. È anche dei Musei Byron. Si vuole valorizzare Palazzo Guiccioli. Qui Allegra visse parte della sua breve vita. Morì a soli cinque anni. Era nel convento delle Clarisse di Bagnacavallo nel 1822. Per Elena Bucci, la bambina diventa un simbolo. Rappresenta tutte le voci dimenticate.

Allegra Byron, simbolo di voci inascoltate

Bucci ha accettato con entusiasmo il progetto. La bambina è diventata per lei un simbolo. Un simbolo delle voci che non vengono ascoltate. In un'epoca passata i bambini avevano poco spazio. La mortalità infantile era altissima. Spesso venivano affidati a balie. A volte venivano abbandonati. Questo le ha ricordato il silenzio di molti bambini oggi. Ci sono bambini che non hanno ricevuto affetto nei primi momenti. Questo può creare fragilità. Il problema dell'ascolto delle nuove generazioni è cruciale. Dobbiamo interrogarci continuamente. Vediamo ancora bambini sfruttati. Bambini che lavorano. Bambini che non hanno tempo per essere ascoltati.

Drammaturgia tra storia e immaginazione

La drammaturgia intreccia la documentazione storica con l'immaginazione teatrale. Bucci racconta che prima studia molto. Poi, dalla sintesi, nasce l'immaginazione. Ma questa è sempre nutrita dai documenti. Anche quando il focus sembra ristretto a una bambina. In realtà, si finisce per parlare dell'umanità intera. Si parla di amore, responsabilità, fiducia. E delle scelte che facciamo verso gli altri.

Lo spettacolo unisce parole, musica e canto. È un intreccio molto stretto. Ha comportato un lavoro anche rischioso. Bucci ha lavorato fino all'ultimo con il compositore. Il controtenore assume il ruolo del fantasma della bambina. Gli strumenti musicali acquisiscono una presenza scenica e narrativa. Diventano quasi presenze attoriali. Questa storia non sarebbe la stessa senza la musica. Né senza questi luoghi.

La scelta del cortile dei Musei Byron

È stata scelta una location specifica. Il cortile dei Musei Byron e del Risorgimento. Bucci ricorda che era qui che Allegra correva. Viveva accanto a Byron. Quando la storia riesce a stimolare l'immaginazione. Allora il patrimonio culturale torna a parlare alle persone. Dopo Oriana Fallaci e Allegra Byron, Elena Bucci ha un altro desiderio. Vuole riportare alla luce scrittrici straordinarie. Figure che oggi sono quasi dimenticate.