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Una madre 56enne di Ravenna è sotto processo per stalking e violazione del divieto di avvicinamento. Perseguiva l'ex genero deejay con chiamate e appostamenti, arrivando a violare un ordine del giudice.

Donna accusata di stalking e violazione

Una madre 56enne di Ravenna affronta accuse gravi. È imputata di atti persecutori nei confronti dell'ex genero. La donna avrebbe violato un divieto di avvicinamento. Questo era stato imposto dal giudice dopo una denuncia per stalking. La procura ha richiesto il suo rinvio a giudizio.

L'udienza preliminare si è svolta di recente. Il giudice Corrado Schiaretti ha fissato un nuovo appuntamento. La prossima udienza è prevista per giugno. La difesa della donna è affidata all'avvocato Elena Fabbri. Lei fa parte del foro di Rimini.

Appostamenti e messaggi intimidatori

I fatti risalgono all'estate scorsa. La donna, secondo le accuse, si è presentata in uno stabilimento balneare. Questo luogo si trova a Milano Marittima. Il giovane, un deejay, stava lavorando lì. La sua presenza non era casuale. Si presume che la donna sapesse che avrebbe trovato l'ex fidanzato della figlia.

La donna era solita frequentare la casa della coppia. Questo fino alla rottura della relazione tra il deejay e sua figlia. La rottura avrebbe ferito profondamente entrambi. La madre 56enne si sarebbe sentita in dovere di agire. Il suo intento era difendere l'onore della figlia.

Le sue azioni includevano appostamenti. Inviava anche messaggi. Diffondeva voci sul conto del musicista. Parlava anche delle sue nuove frequentazioni. Queste condotte hanno portato alla denuncia per stalking. Successivamente, è arrivato il divieto di avvicinamento.

Arresto per violazione del divieto

La situazione è precipitata quando la donna ha violato il divieto. Si è presentata nello stabilimento balneare. Il giovane deejay, riconoscendola, ha immediatamente allertato le forze dell'ordine. Ha contattato i carabinieri della compagnia di Cervia-Milano Marittima. La donna è stata arrestata sul posto.

L'arresto è avvenuto per la violazione della misura cautelare. Dopo un giorno agli arresti domiciliari, è tornata in libertà. Tuttavia, il divieto di avvicinamento è rimasto in vigore. Le indagini preliminari si sono concluse. Il procedimento legale prosegue.

La vittima, assistita dall'avvocato Alessia Tomba del foro di Bologna, ha ora la possibilità di costituirsi parte civile. Questo passo dipenderà dalla strategia processuale dell'imputata.

La difesa e il futuro legale

La difesa della 56enne punta a chiarire la sua posizione. L'avvocato Elena Fabbri sta preparando la strategia. L'obiettivo è contestare le accuse o mitigarne la gravità. La donna è difesa dall'avvocato Elena Fabbri del foro di Rimini.

La vittima, invece, è rappresentata dall'avvocato Alessia Tomba. Lei opera presso il foro di Bologna. La possibilità di costituirsi parte civile apre scenari risarcitori. La decisione spetta alla vittima e ai suoi legali.

Il caso evidenzia le conseguenze legali di comportamenti persecutori. La giustizia valuterà le prove presentate. La prossima udienza a giugno sarà cruciale. Si attendono sviluppi significativi nel procedimento.