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Una clinica ravennate è stata condannata a pagare quasi 600.000 euro a un paziente. La decisione segue una serie di errori medici dopo un intervento al ginocchio. L'infezione non diagnosticata ha portato all'amputazione della gamba.

Condanna per errori medici a Ravenna

Un grave caso di presunta malasanità ha portato alla condanna di una struttura sanitaria a Ravenna. Il tribunale ha stabilito che la clinica dovrà risarcire un paziente per danni gravissimi. La vicenda ha avuto inizio nel 2013.

Il paziente si era sottoposto a un intervento per una protesi al ginocchio sinistro. Purtroppo, nel decorso post-operatorio, è insorta un'infezione. I medici non avrebbero riconosciuto tempestivamente i sintomi di questa grave complicazione. La situazione è degenerata nel corso degli anni.

I segnali di allarme includevano rigidità dell'arto, difficoltà a piegare la gamba, gonfiore e dolore. Nonostante visite ed esami, la diagnosi corretta è arrivata troppo tardi. Questo ritardo ha reso inevitabile la scelta più drastica.

Amputazione gamba dopo infezione trascurata

Nel 2020, i sanitari sono stati costretti ad amputare la gamba del paziente all'altezza della coscia. L'infezione non trattata adeguatamente ha causato un'invalidità totale, pari al 100%. La sentenza civile, emessa dal giudice Massimo Vicini, riconosce una catena di errori.

Le prove presentate dal paziente, assistito dagli avvocati Federico Titta e Dante Cesare Rosati, hanno evidenziato negligenze. L'infezione si sarebbe manifestata subito dopo l'operazione. Non è stata identificata né in fase precoce, né tardiva.

La consulenza tecnica disposta dal giudice ha confermato la responsabilità dell'ortopedico. Si parla di una serie di errori diagnostici e terapeutici concatenati. Questi avrebbero reso l'infezione incontrollabile.

La difesa della clinica e il risarcimento

La clinica, rappresentata dagli avvocati Valentina Astolfi e Sonia Selletti, ha tentato di difendersi. La difesa sosteneva che le responsabilità si fossero estese nel tempo. Coinvolte anche altre strutture sanitarie. Si contestava inoltre il nesso causale diretto tra l'intervento iniziale e il degenerare dell'infezione.

Tuttavia, gli esperti nominati dal Tribunale hanno escluso responsabilità in capo alle altre strutture. La decisione finale ha condannato la clinica a un risarcimento complessivo di oltre 650.000 euro. La cifra include 581.000 euro per danni non patrimoniali.

A ciò si aggiungono 8.000 euro per spese sanitarie. Vi è poi il rimborso di circa 35.000 euro a un ente pubblico per l'indennità di accompagnamento. Infine, circa 14.000 euro per le spese legali.