Il centro di recupero per animali selvatici a Ravenna è inattivo da quattro mesi. Un consigliere comunale ha presentato un'interrogazione urgente al sindaco per sollecitare una soluzione e ripristinare il servizio essenziale.
Chiusura centro recupero fauna selvatica
Il servizio di soccorso per animali selvatici a Ravenna è fermo da quattro mesi. La situazione ha spinto il consigliere Alvaro Ancisi, capogruppo della Lista per Ravenna, a presentare un'interrogazione al sindaco. L'obiettivo è ottenere chiarimenti sulla prolungata interruzione delle attività.
La competenza per il recupero della fauna selvatica spetta alla Regione Emilia-Romagna. Questo avviene tramite accordi con associazioni di volontariato. Il centro di Ravenna, situato in via degli Zingari Caduti nei Lager, si occupa di raccogliere, trasportare e curare mammiferi e uccelli selvatici. Il servizio garantisce anche la loro riabilitazione e successiva liberazione sul territorio provinciale.
La convenzione prevede la reperibilità del servizio per 24 ore al giorno, sette giorni su sette. Tuttavia, dal primo gennaio, il servizio è stato sospeso. Questo è accaduto perché l'ultimo bando regionale è andato deserto. L'associazione che gestiva il centro, “Amici degli animali”, ha visto scadere la propria convenzione. Il motivo principale della mancata partecipazione al nuovo bando è l'inadeguatezza dell'area attuale. Questa non è più sufficiente per ospitare circa un centinaio di animali, a fronte di un migliaio di interventi annuali.
Urgenza di un nuovo bando e spazi adeguati
Si attende ancora l'emanazione di un nuovo bando da parte della Regione. Il nodo cruciale rimane l'individuazione di un'area idonea. Questa deve permettere lo svolgimento ottimale delle attività di soccorso e recupero. L'attività del centro si basa anche sul prezioso contributo dei volontari.
L'Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) di Ravenna ha inviato una lettera alla Regione Emilia-Romagna e, per conoscenza, al Comune di Ravenna. L'Enpa sollecita una soluzione rapida da oltre due mesi. La provincia di Ravenna presenta infatti ambienti di grande valore naturalistico. Allo stesso tempo, è un territorio fortemente urbanizzato. Ciò comporta un elevato numero di animali selvatici in difficoltà.
Le cause di queste difficoltà sono spesso legate all'attività umana. Si includono caccia, traumi, intossicazioni e avvelenamenti. L'Enpa sottolinea l'urgenza di risolvere la questione del centro recupero fauna selvatica (CRAS). L'ente è fiducioso nell'impegno di tutti gli enti coinvolti per ripristinare il servizio. Si unisce quindi alla richiesta di individuare nuovi spazi adeguati.
La primavera aggrava la situazione
L'arrivo della primavera, avvenuto da oltre un mese, ha ulteriormente aggravato la situazione. Questa stagione porta con sé la nidificazione e la riproduzione della fauna selvatica. Di conseguenza, aumenta il numero di animali in difficoltà che necessitano di soccorso. Daini, lepri, falchi, cinghiali e molti altri animali rischiano di non trovare un rifugio adeguato in momenti di grave bisogno.
In assenza di sviluppi positivi riguardo alla lunga attesa, Alvaro Ancisi chiede al sindaco di Ravenna aggiornamenti concreti. Vuole sapere a che punto sia l'impegno per ripristinare il CRAS con strutture idonee. Chiede inoltre se il Comune possa contribuire attivamente, magari formulando proposte. Infine, si domanda se nell'area attuale del centro siano ancora presenti animali selvatici e chi se ne stia prendendo cura.