Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna critica la realizzazione di una passerella ciclopedonale sulla duna di Porto Corsini, definendola "devastante". L'opera, parte del progetto Parco Marittimo, rischia di danneggiare un habitat raro e protetto.
Critiche alla passerella sulla duna di Porto Corsini
Alvaro Ancisi, esponente di Lista per Ravenna, ha espresso forte preoccupazione per la costruzione di una nuova passerella ciclopedonale. Questa infrastruttura sorgerà a Porto Corsini, un'area che ospita una riserva naturale statale.
Ancisi ha formalizzato le sue istanze attraverso un'interrogazione al sindaco. La risposta è attesa durante il consiglio comunale del 31 marzo. La sua denuncia si concentra sul terzo stralcio del progetto del Parco Marittimo, specificamente il tratto denominato Porto-Corsini-Marina Romea.
Il piano prevede una passerella pedonale e ciclabile, completa di un belvedere per soste panoramiche. La sua collocazione è prevista a stretto contatto con la duna, priva di parapetti protettivi. Questa scelta progettuale solleva seri interrogativi sulla sua sostenibilità ambientale.
Impatti negativi già osservati
La soluzione adottata per la passerella non è una novità assoluta nel territorio. Una struttura simile è già stata realizzata con il primo stralcio dei lavori, collegando Marina di Ravenna a Punta Marina Terme. L'esperienza pregressa ha evidenziato conseguenze negative significative.
Si sono verificati casi di persone che camminano direttamente sul corpo delle dune. Altri utilizzano la passerella per accedere comodamente al mare, trasportando attrezzature come carrelli, arredi da spiaggia e tavole da windsurf. Questo comportamento causa un impatto diretto sull'ecosistema fragile.
Inoltre, si registra un notevole accumulo di rifiuti. Le aree circostanti la passerella e, in particolare, il belvedere diventano ricettacolo di spazzatura. Vengono segnalati lanci di mozziconi di sigaretta e persino l'accensione di candele, con evidenti rischi per l'ambiente circostante.
La vegetazione sottostante subisce una distruzione permanente. La passerella, infatti, poggia direttamente sulla duna, compromettendo la crescita delle piante autoctone. Si verifica una perturbazione antropica in aree naturali altrimenti incontaminate.
Materiali e manutenzione della passerella
I materiali impiegati per queste strutture destano ulteriori perplessità. Il piano di calpestio utilizza legno esotico, proveniente dalle foreste amazzoniche. Le parti sottostanti impiegano legname meno resistente. Questa scelta costruttiva comporta rapidi cedimenti strutturali.
La conseguenza diretta è la necessità di operazioni di manutenzione costanti. Se si vuole evitare che plastica, vetro e altri detriti finiscano sul suolo e in mare, è indispensabile un servizio di raccolta rifiuti efficiente e continuativo.
Alvaro Ancisi ha allegato alla sua segnalazione documentazione fotografica. Le immagini testimoniano gli impatti negativi già riscontrati nelle aree dove sono state realizzate strutture simili. Questi elementi visivi rafforzano la sua posizione critica.
La Duna di Porto Corsini: un ecosistema prezioso
La nuova passerella nel terzo stralcio del progetto è destinata a interferire con la Duna di Porto Corsini. Si tratta di un'area di quasi quattro ettari, considerata un habitat di eccezionale valore. Questa duna rappresenta uno degli ultimi esempi di duna in crescita nella regione Emilia-Romagna, e forse nell'intero Adriatico settentrionale.
Altrove, le dune stanno purtroppo scomparendo a causa dei fenomeni erosivi intensi. La duna di Porto Corsini, invece, ha mostrato una notevole capacità di espansione verso il mare. Questo fenomeno è stato osservato sin dalla sua dichiarazione come Riserva Naturale dello Stato nel 1983.
L'importanza ecologica di quest'area è ulteriormente sottolineata dalla sua inclusione in ecosistemi di rilevanza internazionale. La duna fa parte del Parco del Delta del Po e rientra nella Rete Natura 2000. Si tratta, in totale, di tre distinti ecosistemi riconosciuti dalla Direttiva europea sugli “Habitat”.
Due di questi ecosistemi sono classificati come prioritari. La realizzazione della passerella, con i suoi accessi e le possibili manomissioni, rischia di violare e maltrattare questi ambienti unici. Il calpestio e le interferenze antropiche minacciano la loro integrità.
Specie protette e pareri contrastanti
La duna di Porto Corsini svolge un ruolo cruciale per la nidificazione del fratino. Questo uccello, specie protetta dalla Direttiva europea sugli “Uccelli”, è attualmente a rischio di estinzione. La presenza umana e le strutture artificiali possono compromettere seriamente i suoi cicli riproduttivi.
Nel 2022, la prima versione del progetto prevedeva una passerella lunga circa 700 metri. A seguito di un ricorso presentato da associazioni ambientaliste come il WWF e Italia Nostra, sono intervenuti i Carabinieri Forestali Biodiversità. Questi ultimi sono i gestori della duna per la parte compresa nella Riserva Naturale.
Nel maggio 2023, i Carabinieri Forestali hanno inviato una comunicazione al Comune. Hanno richiesto di rivalutare il tracciato del percorso di attraversamento. L'obiettivo era eliminare l'attraversamento diretto della duna per evitare ulteriori interferenze antropiche. Hanno proposto un tracciato alternativo che passasse esclusivamente all'interno dell'area pinetata.
Ulteriori comunicazioni nel luglio 2023 hanno ribadito la disponibilità a una rivalutazione congiunta del percorso. È stata nuovamente indicata l'area pinetata della Riserva Naturale “Pineta di Ravenna” come alternativa praticabile.
Realizzazione dei lavori e nuove polemiche
Questo tratto alternativo, come indicato dai Carabinieri Forestali, è stato interamente realizzato nel gennaio 2026. Sembrava che la questione fosse risolta in modo ecocompatibile.
Tuttavia, nel mese successivo, la Giunta Barattoni ha deliberato la realizzazione della medesima passerella. La nuova versione è stata accorciata a circa la metà della lunghezza originale, ma mantiene impatti potenzialmente nocivi simili a quelli del progetto iniziale. La decisione ha suscitato sorpresa e indignazione.
I lavori sono iniziati, in modo apparentemente incomprensibile, il 16 marzo 2026. Questo è avvenuto nonostante le indicazioni precise nei documenti progettuali. Tutti i nulla osta, le valutazioni di incidenza ambientale e gli elaborati specificavano di “escludere il periodo compreso tra 15 marzo e 15 luglio”.
Questo periodo è critico per la flora locale, in particolare per la fase delicatissima della fioritura primaverile. La legge regionale n. 2 del 1977 tutela proprio queste specie. I lavori hanno quindi impattato negativamente sulla flora protetta, proprio nel momento più vulnerabile.
Alvaro Ancisi ha chiesto spiegazioni al sindaco riguardo a queste gravi trasgressioni. Le sue richieste riguardano sia l'inosservanza dei pareri dei Carabinieri Forestali, sia l'esecuzione dei lavori in un periodo temporale vietato. La sua battaglia per la salvaguardia della duna di Porto Corsini continua.