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L'elisoccorso in Emilia-Romagna ha completato 2.300 interventi nel 2025, con 2.963 pazienti assistiti. Nel Piacentino, sono state registrate 265 missioni, evidenziando l'importanza del servizio per la salute pubblica.

Servizio elisoccorso: un pilastro della sanità emiliano-romagnola

Il servizio di emergenza in elisoccorso del 118 in Emilia-Romagna ha raggiunto traguardi significativi. Nel corso del 2025, sono state effettuate 2.300 missioni di emergenza, con un totale di 100.805 minuti di volo. Questo impegno ha permesso di soccorrere 2.963 pazienti, dimostrando l'efficacia e la necessità di questo prezioso strumento sanitario.

Questi risultati sono il frutto di investimenti mirati da parte della Regione. Nel solo 2025, sono stati stanziati 24 milioni 606mila euro, pari a circa 5,5 euro per abitante. L'efficienza del servizio è garantita anche da mezzi tecnologicamente avanzati e da una rete capillare di 278 piazzole di decollo e atterraggio, in continua espansione. Un team di circa 180 professionisti, tra piloti, medici, infermieri e tecnici, assicura l'operatività costante.

L'assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi, ha espresso orgoglio per il servizio, sottolineando l'importanza del sistema sanitario pubblico e la dedizione del personale. «Siamo orgogliosi di questo servizio di straordinaria importanza garantito dal nostro sistema sanitario pubblico», ha dichiarato Fabi. «E riconoscenti alle donne e agli uomini che ne permettono il funzionamento e l’operatività 24 ore su 24».

L'assessore ha inoltre ricordato come l'Emilia-Romagna sia stata pioniera nell'elisoccorso, con la prima base attivata a Bologna nel 1986. Nel 1992 è stata istituita la prima centrale operativa completamente informatizzata. Dal 2017, il servizio opera anche durante le ore notturne, ampliando ulteriormente la copertura.

Il Piacentino: 265 interventi nel 2025

Nel territorio piacentino, l'attività dell'elisoccorso ha visto un notevole impegno nel 2025. Sono state registrate 265 missioni, per un totale di 12.334 minuti di volo. Durante questi interventi, sono stati assistiti 324 pazienti, confermando il ruolo cruciale del servizio per la sicurezza sanitaria locale.

Questi dati sono stati presentati durante una conferenza stampa in Regione a Bologna. Erano presenti l'assessore Massimo Fabi e il coordinatore della rete regionale dell'emergenza 118 e 112, Antonio Pastori. Entrambi hanno evidenziato la complessità e la forza del sistema di elisoccorso.

«Sono gli stessi numeri a rivelare la complessità e la forza di questo sistema, su cui continueremo a investire in termini di risorse, tecnologia, strumentazioni, capillarità sul territorio e formazione del personale», ha aggiunto l'assessore Fabi. L'obiettivo è migliorare ulteriormente i risultati raggiunti.

Dettagli operativi e tipologie di intervento

Gli interventi dell'elisoccorso vengono attivati secondo criteri clinico-organizzativi precisi, definiti dalle centrali operative 118 e dal sistema di emergenza territoriale. La priorità è data alle patologie tempo-dipendenti, come traumi maggiori, arresto cardiaco, ictus e sindromi coronariche acute. L'impiego dell'elicottero è fondamentale per garantire la tempestività dei soccorsi in aree remote o per assicurare un trattamento avanzato durante il trasporto verso i centri ospedalieri specializzati.

Nel 2025, la centrale operativa Emilia Est ha gestito 951 interventi, di cui 573 con Eli Bologna e 378 con Eli Pavullo. La centrale della Romagna ha effettuato 592 missioni (Eli Ravenna), mentre la centrale Emilia Ovest ha coperto 758 interventi (Eli Parma). I pazienti soccorsi sono stati 944 da Eli Parma, 770 da Eli Bologna, 441 da Eli Pavullo e 808 da Eli Ravenna.

La storia dell'elisoccorso in Emilia-Romagna

L'avventura dell'elisoccorso in Emilia-Romagna è iniziata il 14 giugno 1986 con l'attivazione della prima base regionale a Bologna. Seguirono le aperture delle basi di Ravenna nel 1987 e Parma nel 1988. Nel 2000 si aggiunse Pavullo nel Frignano, dotata di un elicottero con verricello e personale del Soccorso alpino. Un passo fondamentale è avvenuto il 1° giugno 2017, con l'estensione del servizio alle 24 ore, grazie alla realizzazione di aree idonee per il decollo e l'atterraggio notturno.

Questo ampliamento ha richiesto un investimento aggiuntivo di 3,2 milioni di euro da parte della Regione. L'obiettivo è stato quello di migliorare ulteriormente la risposta alle emergenze, specialmente per i residenti in zone montane o decentrate.

Mezzi all'avanguardia e infrastrutture

L'Emilia-Romagna dispone ora di 4 elicotteri di nuova generazione, modello Airbus BK117 D-3, dislocati nelle basi di Bologna, Parma, Ravenna e Pavullo. Almeno un mezzo è sempre operativo grazie ai sistemi di visione notturna. Due elicotteri sono equipaggiati con verricello per interventi in zone impervie.

Questi mezzi vantano avionica digitale avanzata, maggiore capacità di carico, minori livelli di rumorosità e vibrazioni, migliorando il comfort per l'equipaggio e il paziente. La sicurezza è potenziata da sistemi di monitoraggio dei dati di volo e dall'affidabilità dei componenti. La formazione congiunta del personale sanitario e aeronautico è stata intensificata.

La rete di 278 piazzole di atterraggio e decollo rappresenta un punto di forza, specialmente per l'operatività notturna. Queste aree sono distribuite strategicamente su tutto il territorio regionale. Durante il giorno, gli elicotteri possono atterrare in diverse aree sicure. Grazie alle tecnologie avanzate e all'esperienza degli equipaggi, è possibile operare anche in zone non censite, garantendo una risposta rapida ed efficace in ogni circostanza.

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