Pesce luna morto a Marina di Ravenna: avviate analisi
Ritrovamento pesce luna a Marina di Ravenna
Un esemplare di pesce luna è stato rinvenuto privo di vita nelle prime ore del mattino del 10 marzo lungo la costa romagnola, precisamente a Marina di Ravenna. Questo ritrovamento segue di pochi giorni un precedente avvistamento dello stesso animale, segnalato in difficoltà nelle acque basse della zona.
Il pesce luna, secondo le spiegazioni del biologo marino Simone D’Acunto, direttore di Cestha, è una specie autoctona del Mediterraneo, ma il suo incontro vicino alla riva è considerato raro. Le sue notevoli dimensioni lo portano solitamente a frequentare le acque più profonde.
Avvistamenti e spiaggiamenti sul litorale
Nonostante la rarità, avvistamenti di pesce luna non sono del tutto assenti nell'Adriatico. L’esperto ha infatti menzionato che talvolta la specie viene osservata anche dai pescatori in mare aperto nell'Alto Adriatico. Episodi di spiaggiamento, seppur sporadici, si verificano con una certa frequenza lungo il litorale romagnolo, indicativamente una volta all'anno o ogni due anni.
Tra i casi più recenti si ricordano quelli avvenuti nella prima parte del 2024, con almeno due esemplari spiaggiati, uno nei pressi di Cesenatico e un altro a Casal Borsetti. Questi eventi sottolineano la ciclicità, seppur non costante, del fenomeno lungo questa fascia costiera.
Intervento precedente e ipotesi sulla causa del decesso
Il ritrovamento odierno potrebbe essere collegato a un intervento effettuato pochi giorni prima nella medesima area. In quell’occasione, un pesce luna, verosimilmente lo stesso poi trovato morto, era stato avvistato in acque basse e appariva in evidente stato di sofferenza. Il team di biologi marini di Cestha era intervenuto per valutare la situazione, ma le dimensioni dell’animale (oltre 400 kg) rendevano le opzioni di soccorso molto limitate.
Nonostante il supporto della Capitaneria di Porto e dei Vigili del Fuoco, l’animale era stato ricondotto al largo nel tentativo di aiutarlo a ritrovare la via del mare aperto. «Era stato accompagnato al largo per provare a riprendere la via», ha spiegato D’Acunto, che tuttavia aveva previsto la probabile eventualità di un futuro spiaggiamento, come poi effettivamente accaduto.
Indagini in corso per accertare le cause
Il comportamento dell’animale in acque così basse era già un chiaro segnale di difficoltà. Secondo il biologo, l’avvicinamento alle coste è sintomo di un malessere profondo. Un primo esame esterno effettuato sull’esemplare non ha rivelato segni evidenti di traumi o ferite, suggerendo la possibilità di una malattia come causa principale del decesso.
Per determinare con certezza le cause della morte, saranno condotte analisi più approfondite. L’esemplare sarà recuperato dai colleghi dell’Università di Padova, specializzati nel trattamento e nell’analisi di animali spiaggiati. Le prime ipotesi propendono per cause naturali, come vecchiaia o una patologia non immediatamente riscontrabile esternamente.