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Un'indagine della polizia di Bologna ha svelato un'organizzazione criminale che pianificava aggressioni anche dal carcere. Nove persone sono indagate, con sei destinatarie di misure cautelari per traffico di droga e violenze.

Spedizioni punitive pianificate da detenuti

Le forze dell'ordine hanno avviato un'indagine dopo due episodi di violenza. Questi includono un'aggressione a colpi d'arma da fuoco avvenuta in provincia. Un'altra aggressione si è verificata in un parcheggio cittadino. Quest'ultimo evento non è stato denunciato ufficialmente.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno messo in luce un'attività illecita. Questa operava anche dall'interno di istituti penitenziari della regione. L'organizzazione sfruttava reti di contatti estese. Utilizzavano anche telefoni cellulari introdotti illegalmente nelle carceri.

Il gruppo gestiva un traffico di sostanze stupefacenti. La droga era destinata anche al mercato bolognese. Le indagini hanno permesso di ricostruire le dinamiche di questa rete criminale.

Nove persone indagate, sei in custodia cautelare

Sono nove le persone finite nel registro degli indagati. Le nazionalità coinvolte sono sia italiana che albanese. Tra gli indagati figura un uomo già detenuto per un omicidio commesso nel 2017 in provincia di Cuneo.

Il Gip ha disposto l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare. Questa misura riguarda sei degli indagati. I reati contestati includono traffico di stupefacenti. Sono anche imputati per estorsione, detenzione e porto di armi. L'uso illecito di telefoni cellulari in carcere è un altro capo d'accusa.

La misura cautelare ha colpito quattro cittadini albanesi. Tra loro un uomo di 39 anni già detenuto. Un 48enne è tuttora latitante. Due ventenni sono stati posti agli arresti domiciliari. Sono stati coinvolti anche due cittadini italiani. Un 33enne era già ai domiciliari, mentre un 22enne è stato arrestato.

Ricostruzione delle aggressioni

Gli investigatori hanno definito le azioni come vere e proprie "spedizioni punitive". In un caso, un detenuto doveva denaro al gruppo. Il debito era relativo all'acquisto di un chilogrammo di cocaina.

Dal carcere, l'uomo è riuscito a contattare la moglie. La donna stava rientrando a casa con la loro bambina. Il detenuto l'ha avvisata della presenza di due persone sospette vicino al portone di casa. La donna ha modificato il suo percorso. Si è poi rivolta ai carabinieri di una stazione nella provincia di Ravenna.

Secondo le ricostruzioni, gli aggressori hanno sparato verso l'auto della madre del detenuto. Questo atto era un avvertimento per il mancato pagamento. L'episodio è collegato a un precedente avvenuto il 28 febbraio 2025. In quell'occasione, in un parcheggio cittadino, due fratelli hanno sparato contro un italiano.

L'uomo è rimasto ferito in modo superficiale. Questo attacco era stato ordinato da un terzo detenuto. L'indagine ha quindi collegato questi eventi a un'attività criminale organizzata.

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