Dieci persone sono state rinviate a giudizio per l'alluvione del 2024 nel Ravennate. Il processo inizierà il 22 gennaio. Le accuse riguardano negligenze nella gestione del rischio idrogeologico.
Rinvio a giudizio per alluvione nel Ravennate
Il Tribunale di Ravenna ha disposto il rinvio a giudizio per dieci persone. La decisione è arrivata nel pomeriggio di ieri. Il Giudice dell'udienza preliminare, Andrea Galanti, ha accolto la richiesta della Procura. Il Pubblico Ministero Francesco Coco aveva presentato l'istanza. L'indagine riguarda l'ultima di tre alluvioni. L'evento colpì il territorio nel tardo autunno del 2024. In soli 15 mesi, il Ravennate fu interessato da tre gravi inondazioni. Le aree più colpite furono Traversara e Boncellino. Queste località si trovano nel Comune di Bagnacavallo.
Tra gli imputati figurano tecnici e dirigenti. Provengono dalla Protezione Civile e dalla Regione Emilia-Romagna. Sono coinvolti anche i legali rappresentanti di alcune ditte. Le contestazioni mosse riguardano presunte negligenze. Queste avrebbero contribuito all'evento alluvionale. La difesa aveva chiesto il proscioglimento per tutti gli imputati.
Inizio del processo e costituzioni di parte civile
La prima udienza del processo è fissata per il 22 gennaio. Già in una precedente fase, il giudice aveva accolto le richieste di costituzione di parte civile. Molti cittadini avevano subito danni a causa dell'alluvione. Si sono costituiti anche comitati di cittadini e associazioni. Tra queste, il Codacons. La loro presenza in aula mira a ottenere un risarcimento per i danni subiti. L'esondazione raggiunse il suo culmine drammatico la notte del 18 settembre di due anni fa. Il fiume Lamone ruppe gli argini. Le acque travolsero l'abitato di Traversara. La devastazione fu estesa. Il fango invase le case e le strade. Anche la vicina Boncellino fu toccata dalla furia dell'acqua. Fortunatamente, una rottura arginale vicina contribuì a limitare i danni. Questo evento abbassò improvvisamente la portata del fiume in quella zona.
Accuse di disastro colposo e rischio di cedimento
La Procura aveva inizialmente aperto un fascicolo contro ignoti. L'ipotesi di reato era quella di disastro colposo. In fase di chiusura delle indagini, si aggiunse un'ulteriore ipotesi. Si indaga anche sul pericolo di disastro legato agli interventi eseguiti dopo le prime due alluvioni. Queste si verificarono nel maggio 2023. Secondo l'accusa, vi sarebbero state delle negligenze. Non si sarebbero effettuate tempestivamente le opere di manutenzione necessarie. Queste omissioni avrebbero favorito l'inondazione. Inoltre, anche dopo i ripristini, in diversi punti sussisteva un rischio concreto. Il timore era di cedimenti strutturali in caso di futuri eventi di simile portata. Le difese hanno sempre sostenuto la correttezza degli operati. Hanno chiesto il non luogo a procedere per tutti gli assistiti. L'iter giudiziario ora entra nella fase dibattimentale.
Domande frequenti sull'alluvione nel Ravennate
Cosa è successo nel Ravennate nel 2024?
Nel tardo autunno del 2024, il Ravennate è stato colpito da tre alluvioni in 15 mesi. L'ultima, in particolare, ha causato danni significativi a Traversara e Boncellino, nel Comune di Bagnacavallo, a causa dell'esondazione del fiume Lamone.
Quante persone sono state rinviate a giudizio e per quali reati?
Dieci persone, tra tecnici e dirigenti della Protezione Civile e della Regione, oltre a rappresentanti di ditte, sono state rinviate a giudizio. Le accuse principali riguardano disastro colposo e pericolo di disastro legato a presunte negligenze nella gestione del rischio idrogeologico e negli interventi post-alluvione.
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